Cronaca
23 Luglio 2024
Un 67enne ferrarese era accusato di falso in atto pubblico mediante induzione in errore degli uffici Immigrazione per far ottenere permessi di soggiorno ad alcuni stranieri. Con lui era coimputato un 82enne che però nel frattempo è morto

A processo per false assunzioni e falsi domicili, assolto

di Davide Soattin | 1 min

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Era finito a processo con l’accusa di falso in atto pubblico, mediante induzione in errore degli uffici Immigrazione, ma nella giornata di ieri (lunedì 22 luglio) il giudice Giovanni Solinas ha pronunciato sentenza di assoluzione nei suoi confronti perché il fatto non sussiste.

Si è chiusa così la vicenda processuale a carico di un 67enne ferrarese, inizialmente co-imputato con un 82enne che nel frattempo però è deceduto.

Entrambi erano stati inizialmente accusati dagli inquirenti per aver attestato falsamente incarichi lavorativi e domicili per persone quasi tutte di nazionalità nigeriana, in modo che queste ultime potessero riuscire a ottenere il permesso di soggiorno.

I fatti sarebbero avvenuti negli anni 2019 e 2020 e, stando a quelle che erano le accuse iniziali, il 67enne aveva fittiziamente ‘assunto’ una quindicina di stranieri, sia uomini che donne, come ‘colf’, mentre l’82enne, aveva dato la residenza ad altri diciassette nei locali dell’ex circolo privato “Il Quadrifoglio” di via Prato delle Donne, ad Aguscello.

Per il tribunale però le contestazioni a carico del 67enne – che ieri, rendendo dichiarazioni spontanee si era detto innocente – non sussistono, mentre per l’82enne che nel frattempo è deceduto è intervenuta l’estinzione del reato per morte del reo.

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