Futuro Nazionale. Anche a Ferrara nasce un comitato costituente
Nasce anche Ferrara il comitato costituente n. 121 di Futuro Nazionale, il nuovo partito fondato dal generale Roberto Vannacci
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La vicenda del grattacielo di Ferrara non è soltanto una questione di sicurezza edilizia, ma rappresenta, secondo il consigliere comunale Pd Massimo Buriani, un caso emblematico di politiche abitative, gestione del patrimonio pubblico e responsabilità amministrative
Arriverà in Consiglio comunale il Bilancio di previsione 26/28 del Comune di Ferrara e Davide Nanni (Pd) ha proposto una risoluzione per incrementare i fondi destinati alla retribuzione accessoria dei dipendenti
Intervento del deputato di Forza Italia e sindaco di Vigarano Davide Bergamini: "In questi anni l’Italia ha acquisito un ruolo da protagonista in Europa, diventando un punto di riferimento credibile e autorevole a livello internazionale"
Incontro in Regione tra il pesidente de Pascale e gli assessori Priolo e Baruffi con i rappresentanti della Città metropolitana di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Piacenza, Ferrara, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena
In una recente intervista al Corriere Matteo Renzi si è detto disponibile ad accettare una nuova sfida e provare a occupare il campo riformista, aprendo a un’alleanza con Pd e M5S. Ma fra i renziani ‘doc’ c’è chi storce il naso. E’ il deputato ferrarese Luigi Marattin, che su X, Facebook e in un’intervista a Il Foglio, commenta duramente le dichiarazioni del suo leader.
“Dopo la pesante sconfitta del 8-9 giugno, Matteo Renzi – Presidente di Italia Viva – aveva annunciato un Congresso di Italia Viva per fare due cose: scegliere la linea politica (tra “Margherita 2.0” e “nuovo Terzo Polo”) e, cosa molto meno importante, per scegliere il nuovo presidente nazionale”, scrive su X, proseguendo poi prendendo atto che “poco più di un mese dopo, leggiamo sui giornali che la prospettiva pare essere cambiata: a compiere la scelta più importante dalla nascita di IV (cioè quale collocazione politica avere) non saranno gli iscritti ma l’Assemblea Nazionale, i cui membri sono tutti nominati da Matteo. Il quale, a differenza di quanto detto pochi giorni fa in un’intervista, la sua scelta a questo punto l’ha fatta: il futuro di IV è fare il “bilanciamento riformista” di chi vuole la patrimoniale, uscire dalla Nato, abolire il Jobs Act, ecc. Nel “campo largo” con Conte e Fratoianni”. Luigi Marattin ipotizza che “forse lo spazio sul Corriere era poco e occorreva sintetizzare il concetto” e aggiunge che “tuttavia per sicurezza chiedo a Matteo di chiarire fin da subito che proporrà all’Assemblea di far compiere questa decisiva scelta a tutta la comunità di Italia Viva, tramite un congresso sereno, trasparente e leale. In cui far scegliere a tutti gli iscritti la collocazione politica del partito”. “Non si comprende, infatti – conclude Marattin su X – cosa ci sia di tanto sbagliato – o pericoloso – nel far scegliere a tutta la comunità politica di Italia Viva il proprio futuro politico”.
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