Berco: “Una calma apparente”
La chiusura dello stabilimento di Berco a Castelfranco Veneto non lascia tranquilli i sindacati ferraresi
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Per due secoli gli Stati Uniti sono stati considerati il paese della democrazia per antonomasia, la terra della libertà, dell'autogoverno, del pluralismo, delle possibilità
Ancora disservizi sulla linea ferroviaria Ferrara - Ravenna. "Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di un sistema fragile", secondo Gianella
Forza Italia interviene nel dibattito aperto dalla segreteria comunale del Partito Democratico ferrarese sui servizi della sanità regionale, contestando l'assenza di autocritica da parte loro
"Esprimiamo il nostro sostegno pieno e convinto alla lotta del popolo iraniano contro la teocrazia della Repubblica islamica e al popolo venezuelano che da anni vive sotto il regime comunista di Nicolàs Maduro"
In una recente intervista al Corriere Matteo Renzi si è detto disponibile ad accettare una nuova sfida e provare a occupare il campo riformista, aprendo a un’alleanza con Pd e M5S. Ma fra i renziani ‘doc’ c’è chi storce il naso. E’ il deputato ferrarese Luigi Marattin, che su X, Facebook e in un’intervista a Il Foglio, commenta duramente le dichiarazioni del suo leader.
“Dopo la pesante sconfitta del 8-9 giugno, Matteo Renzi – Presidente di Italia Viva – aveva annunciato un Congresso di Italia Viva per fare due cose: scegliere la linea politica (tra “Margherita 2.0” e “nuovo Terzo Polo”) e, cosa molto meno importante, per scegliere il nuovo presidente nazionale”, scrive su X, proseguendo poi prendendo atto che “poco più di un mese dopo, leggiamo sui giornali che la prospettiva pare essere cambiata: a compiere la scelta più importante dalla nascita di IV (cioè quale collocazione politica avere) non saranno gli iscritti ma l’Assemblea Nazionale, i cui membri sono tutti nominati da Matteo. Il quale, a differenza di quanto detto pochi giorni fa in un’intervista, la sua scelta a questo punto l’ha fatta: il futuro di IV è fare il “bilanciamento riformista” di chi vuole la patrimoniale, uscire dalla Nato, abolire il Jobs Act, ecc. Nel “campo largo” con Conte e Fratoianni”. Luigi Marattin ipotizza che “forse lo spazio sul Corriere era poco e occorreva sintetizzare il concetto” e aggiunge che “tuttavia per sicurezza chiedo a Matteo di chiarire fin da subito che proporrà all’Assemblea di far compiere questa decisiva scelta a tutta la comunità di Italia Viva, tramite un congresso sereno, trasparente e leale. In cui far scegliere a tutti gli iscritti la collocazione politica del partito”. “Non si comprende, infatti – conclude Marattin su X – cosa ci sia di tanto sbagliato – o pericoloso – nel far scegliere a tutta la comunità politica di Italia Viva il proprio futuro politico”.
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