Ferrara, stop alle misure emergenziali contro lo smog
Le misure emergenziali per il miglioramento della qualità dell’aria attivate nel territorio comunale di Ferrara dal 13 gennaio scorso saranno sospese a partire da domani, martedì 20 gennaio
Le misure emergenziali per il miglioramento della qualità dell’aria attivate nel territorio comunale di Ferrara dal 13 gennaio scorso saranno sospese a partire da domani, martedì 20 gennaio
Presenti tre camionette del Reparto Mobile della Polizia di Stato, ma la situazione è sempre stata tranquilla. Oggi pomeriggio presidio davanti allo Scalone di piazza Municipale
“La disperazione è tangibile”. È con queste parole che l’Unità di Strada di Caritas descrive la situazione riscontrata anche nella mattinata di domenica 18 gennaio al Palapalestre, a poche ore dallo sgombero degli sfollati del Grattacielo
Alla Factory Grisù la presentazione del libro scritto dal lettore di lingua italiana all’università palestinese di Birzeit, Roberto Cirelli, 'Cronache da un paese interrotto'
Sarà l’Associazione Viale K a farsi carico, almeno temporaneamente, dell’accoglienza di una parte degli sfollati del grattacielo che da domenica 18 gennaio dovranno lasciare il Palapalestre
“Servizio Sanitario: gli stranieri devono andare a Cona per l’iscrizione al sistema sanitario, rinnovo tessera, cambio medico, cioè le pratiche che permettono di usufruire della sanità. Motivo? La riorganizzazione del servizio, riorganizzazione che evidentemente non tiene conto del disagio degli utenti”.
Protesta l’associazione Cittadini del Mondo di Ferrara per quella che, appunto, si prospetta come una notevole scomodità per tanti stranieri che dovranno spostarsi dalla città al nosocomio ferrarese per “pratiche tutto sommato amministrative”. Ma oltre a questo, vi sarebbero ulteriori problemi: “Mentre gli italiani alla scadenza ricevono a casa la nuova tessera sanitaria, la salute degli stranieri è legata al permesso di soggiorno. Quindi il viaggio a Cona può risultare piuttosto frequente, molti immigrati, pur residenti da vari anni, hanno permessi di soggiorno di un anno, e spesso nelle famiglie i membri possono avere scadenze diverse”.
“Quindi – conclude l’associazione – ciò che sembra solo un cambiamento organizzativo in verità, come spesso succede, risulta avere un aspetto discriminatorio. Infatti il mancato coordinamento tra Questura, Anagrafe, Uffici Comunali, Servizio Sanitario ha come risultato numerosi viaggi e una girandola infinita di uffici. Per questo chiediamo un cambiamento del servizio per adattarlo alle reali esigenze dei cittadini”.
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