Lagosanto. “Da anni assistiamo a promesse ripetute nel tempo che non hanno mai portato ai risultati sperati, lasciando i cittadini senza le cure tempestive di cui hanno bisogno”. A dirlo, in riferimento al piano per la riduzione delle liste d’attesa, è il sindaco di Lagosanto Cristian Bertarelli che sottolinea la necessità di fondi per poter provvedere alle assunzioni necessarie e previste.
Fondi che, stando alle parole del sindaco, andrebbero recuperati da una rimodulazione del project financing con cui è stato finanziato l’Ospedale di Cona. “La situazione economica dell’Arcispedale S. Anna – scrive – rivela che le spese elevate legate al project financing hanno causato un accumulo di debiti considerevoli, limitando ovviamente la capacità dell’ospedale di investire in risorse essenziali”.
Ma Bertarelli non si limita a questo e pare criticare anche l’operato del governo ricordando che, “durante l’audizione alla Commissione Affari Sociali del Senato, le Regioni hanno criticato il Decreto Liste d’attesa, sottolineando la mancanza di risorse e la possibile incostituzionalità dell’articolo che prevede il controllo del Ministero sulle Asl”. Inoltre, scrive, “il presidente del Lazio, Francesco Rocca, e il coordinatore della Commissione Salute delle Regioni, Raffaele Donini, hanno espresso preoccupazioni riguardo alla sostenibilità finanziaria del provvedimento e alla necessità di coinvolgere maggiormente le regioni nella sua stesura. Le regioni hanno annunciato una serie di emendamenti e sono pronte a ricorrere alla Corte Costituzionale”.
Nella sua segnalazione il sindaco di Lagosanto fa notare che il problema si è acuito dopo la pandemia ma “già nel 2013 si segnalavano gravi problemi” mentre “misure come l’appropriatezza prescrittiva, tentate in passato, non hanno prodotto i risultati sperati, come evidenziato da analisi nazionali e locali”. Inoltre, come si diceva, “il problema persiste a causa di una cronica carenza di personale e risorse, non risolvibile solo con l’aumento delle prestazioni in orari serali e festivi o l’acquisto di prestazioni di libera professione”.
“I dati – aggiunge – mostrano che il numero di medici in servizio è aumentato solo da 562 nel 2019 a 568 nel 2022, e gli infermieri da 1.471 a 1.632 nello stesso periodo. Questi incrementi sono insufficienti a colmare il gap necessario per ridurre le liste d’attesa in modo efficace. L’approccio attuale, che si basa anche sull’utilizzo di prestazioni di libera professione, non è una soluzione sostenibile a lungo termine”.
Bertarelli auspica quindi “nel rafforzamento del monitoraggio delle liste d’attesa attraverso l’introduzione di nuovi sistemi di valutazione e garanzia come il Singla (Sistema nazionale di governo delle liste d’attesa) potrebbero contribuire a un miglioramento della trasparenza e dell’efficacia delle misure adottate. La continua valutazione dell’efficacia di tali misure sarà cruciale per assicurare che gli interventi siano realmente benefici o meno”.
Infine rimarca come sia “necessario un impegno concreto e duraturo da parte delle istituzioni sanitarie per affrontare e risolvere le criticità esistenti. Solo attraverso una gestione efficace delle risorse umane e finanziarie, un miglioramento delle condizioni lavorative degli operatori sanitari, e un’attenzione costante alle esigenze dei cittadini, potremo garantire un sistema sanitario pubblico efficiente e reattivo, capace di rispondere tempestivamente alle necessità della popolazione. La salute dei cittadini deve essere la priorità assoluta, e per raggiungere questo obiettivo è necessario un cambiamento significativo e duraturo nelle politiche sanitarie della provincia di Ferrara”.
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