L’hanno fermato mentre stava viaggiando a bordo della sua automobile con fare sospetto e, dopo la perquisizione del veicolo, gli uomini della polizia di Stato gli hanno trovato quindici carte PostePay di cui – a specifica domanda degli agenti – non è riuscito a fornire spiegazioni plausibili sull’utilizzo.
Per quel fatto, risalente a maggio 2023, un uomo italiano di 46 anni è stato denunciato a piede libero e ora è indagato per ricettazione dalla Procura di Ferrara, che ha avviato una serie di accertamenti bancari per capire se ci siano stati movimenti di denaro relativi a quelle carte.
Il controllo era avvenuto in via Arianuova, quando una volante della polizia aveva intimato l’alt a una Toyota Yaris su cui stavano viaggiando tre persone.
In tutto erano stati recuperati due mazzi di PostePay – per un totale di quindici tessere – su cui erano stati segnati con alcuni post-it i rispettivi codici di utilizzo, che immediatamente hanno fatto scattare la denuncia nei confronti dell’uomo proprietario del veicolo, che era anche al volante in quel momento.
Al momento gli inquirenti stanno lavorando per cercare di capire se e come siano state usate le carte.
Tra le ipotesi quella dell’utilizzo delle tessere nella truffa della ricarica PostePay che, solitamente, si concretizza nell’ambito delle compravendita di oggetti online.
Nello specifico, esistono due tecniche adottate dai truffatori per avere la meglio sulle vittime di questa subdola truffa, che spesso sono anziane o giovanissime.
La prima consiste nel raggirare una persona che mette in vendita online un oggetto. Il truffatore contatta la vittima, palesandosi come compratore interessato. Successivamente, la invita a recarsi immediatamente ad uno sportello Postamat, in quanto vuole procedere subito all’acquisto mediante ricarica, e nel momento in cui l’ignaro venditore, convinto di ricevere il compenso, inserisce la carta nel Postamat e segue le indicazioni telefoniche fornite dal truffatore, questi cade in trappola.
La seconda modalità è effettuata in modo simile. Il finto acquirente, dopo aver trovato un accordo con il venditore, propone di effettuare il pagamento tramite PostePay, oppure bancomat o bonifico. Allo sportello, il venditore riceve la chiamata dal falso acquirente, in cui vengono fornite le seguenti indicazioni sulla ricarica PostePay. A questo punto, il finto acquirente comunica al venditore un numero di carta da inserire, sostenendo essere il numero dell’ordine per il prodotto, e di selezionare l’importo pattuito prima di confermare il pagamento. In questo modo, il finto acquirente si farà accreditare l’importo.
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