Cento. Spuntano nuove accuse nel procedimento per la morte del 15enne Marco Lelli Ricci, giovane promessa del basket originario di Granarolo, in provincia di Bologna, deceduto nella serata del 3 aprile 2022, mentre percorreva in automobile insieme ai suoi genitori via Nuova, tra Renazzo e Pilastrello, nel territorio comunale di Cento.
A cinque dei sei accusati per omicidio stradale, la Procura di Ferrara contesta ora anche il reato di rimozione o omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.
Unico escluso dalla nuova contestazione è il padre della giovane vittima, che nei giorni scorsi si è fatto nuovamente interrogare.
La decisione del sostituto procuratore Andrea Maggioni – titolare del fascicolo di indagine – è arrivata al termine dell’udienza preliminare di ieri (mercoledì 26 giugno).
L’incidente, avvenuto intorno alle 21, vide l’auto finire dentro a una voragine che era stata realizzata durante le operazioni di cantiere, e di cui il conducente della vettura, padre della vittima, non si sarebbe accorto. Per quel fatto, dopo aver disposto sia la consulenza medico-legale che quella cinematica, oltre che le necessarie verifiche sulle norme sulla sicurezza dei cantieri stradali, la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per sei persone, contestando inizialmente a tutti il reato di omicidio stradale in concorso, seppur con alcune differenti sfumature.
Per esempio, secondo il castello accusatorio, al padre del ragazzo – difeso dall’avvocato Vittorio Galassetti – che si trovava al volante del veicolo viene contestata la velocità di marcia, dal momento che – stando a quanto emerge dalle analisi effettuate – stava percorrendo quel tratto di strada con una velocità pari a 80 km/h, superiore di 30 il limite stabilito dei 50 km/h lungo quello via.
Insieme a lui, accusata anche una ragazza – assistita dall’avvocato Riccardo Ziosi – che era transitata nello stesso tratto poche ore prima, finendo per urtare le transenne che erano state messe a protezione dello scavo, perdendo la targa del veicolo con cui poi i carabinieri, nel corso delle successive indagini, sono riusciti a risalire alla sua persona. A lei oggi la Procura contesta il mancato ripristino della recinzione che era stata precedentemente divelta.
La richiesta di rinvio a giudizio, infine, riguarda anche due funzionari della Provincia di Ferrara – difesi dagli avvocati Massimo Bissi e Luca Esposito – che è proprietaria della strada ed ente appaltante, oltre che i due responsabili dell’azienda che stava operando al cantiere, a cui il pm contesta sia l’inosservanza delle norme relative alla sicurezza sul cantiere che la segnalazione dei lavori.
Nella vicenda, parte offesa sono la mamma e il fratello di Marco Lelli Ricci: ad assisterli è l’avvocato Dario Bolognesi.
La prossima udienza è fissata per il 4 ottobre.
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