Cronaca
12 Giugno 2024
Suo marito, un 52enne italiano, è a processo con la duplice accusa di lesioni dolose e minacce aggravate. Le avrebbe anche mimato il gesto del taglio alla gola con un coltello

Presa a testate e minacciata di morte, inferno per una 41enne

di Davide Soattin | 2 min

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Presa a botte, offesa e minacciata di morte. È l’inferno a cui sarebbe stata costretta una donna italiana di 41 anni, picchiata dal marito, un uomo italiano di 52 anni, oggi a processo con la duplice accusa di lesioni dolose e minaccia aggravate.

Due gli episodi finiti all’interno del fascicolo del pm Stefano Longhi, anche se – stando al racconto della presunta vittima – già nei mesi precedenti alla querela, sarebbe stata aggredita in altre circostanze che però non sono mai state denunciate.

Il primo fatto risale al 28 dicembre 2023 quando, dopo essere stato rimproverato per alcune questioni relative alla gestione dei figli minori della coppia, secondo il castello accusatorio, l’uomo si sarebbe scagliato con violenza contro la donna, mettendole le mani addosso.

Prima le avrebbe stretto le guance e la bocca poi, una volta afferrata per i capelli e stretta con le mani al collo, l’avrebbe strattonata ripetutamente e sbattuta contro il muro, provocandole contusioni multiple, giudicate guaribili con 21 giorni di prognosi.

Un paio di settimane più tardi, il 16 gennaio scorso, il secondo fatto. La donna è a casa della suocera a prelevare i figli quando, durante una discussione telefonica, stanca di quanto costretta a subire in silenzio nella vita di tutti i giorni, comunica al marito la sua intenzione di lasciarlo.

Davanti a quelle parole, l’uomo non ci avrebbe più visto dalla rabbia e, dopo averla raggiunta a casa della madre, l’avrebbe minacciata di farla piangere tutta la vita, mimando con un coltello il gesto del taglio alla gola, per poi scagliare a terra oggetti e insultarla davanti ai figli minori.

Dalle parole ai fatti, l’avrebbe successivamente picchiata e spintonata, arrivando a colpirla con una testata alla fronte.

La donna decide così, assistita dall’avvocato Gianni Ricciuti, di sporgere querela, a seguito della quale l’uomo prima viene colpito da un divieto di avvicinamento chiesto dalla Procura e concesso dal gip del tribunale di Ferrara, e poi da un ammonimento del questore, decidendo infine di rivolgersi al Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti.

Ieri (11 giugno) il processo è arrivato davanti alla giudice Rosalba Cornacchia che ha rinviato l’udienza al 17 settembre per permettere di valutare un’eventuale offerta risarcitoria nei confronti della vittima da parte dell’imputato, difeso dall’avvocato Riccardo Caniato.

 

 

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