La capra sulla rupe
10 Giugno 2024

Cosa ti piace del fascismo?

di Alessandro Chiarelli | 4 min

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Cosa ti piace del fascismo?

Non è una domanda retorica, io davvero sono curioso di saperlo.

C’è, in giro per il mondo, un vento fortissimo che spira della destra estrema. Tutti questi movimenti si ispirano più o meno esplicitamente al fascismo. Il rischio che travolgano le nostre democrazie è concreto.

Purtroppo l’occidente sta regredendo velocemente; l’oriente non ha mai conosciuto la democrazia.

Spiace constatare che l’Italia ancora una volta, nell’ovest del mondo, diventi laboratorio delle involuzioni politico culturali che attraversano le epoche.

Da noi i post-fascisti sono il primo partito in Parlamento.

Ma il punto non è essere fascisti o post-fascisti, o meglio, sarebbe un dettaglio importante, ma non è di questo che voglio parlare. Voglio provare ad andare a monte del problema.

Prima di essere post fascisti (ammesso che), si è fascisti, e se anche non si ha aderito a tutti i suoi contenuti, quella cosa ci ha chiamati a sè.

La domanda è; cosa chiama l’uomo al fascismo?

Io sono convinto che la democrazia sia la forma migliore di governo, che la pluralità delle voci sia un valore irrinunciabile. Io sono felice quando si costruiscono ponti, e non muri. Quando le frontiere sono libere, quando puoi sentirti a casa ovunque. Io credo che i diversi modi in cui ognuno intende vivere la vita devono poter essere discussi, senza pregiudizi, e senza violenza – né verbale né tantomeno fisica, e che ognuno abbia diritto di essere se stesso, senza che alcuno glielo impedisca.

La violenza è invece il marchio di fabbrica del fascismo e derivati.

Se non lo è in modo fisico, lo è nelle parole, lo è nel modo di intendere il potere, lo è nel non riconoscere valori che siano superiori al proprio interesse, lo è nel mettere se stessi e la propria tribù davanti a tutto e tutti.

Il fascista non è riuscito a interiorizzare i valori della democrazia.

Di qualsiasi colore si metta la giubba, nera, verde o anche rossa, non conosce la cultura di servizio con cui si serve una istituzione.

È come un bambino, e usa il piccolo o grande potere che ha per favorire se stesso o i sodali della tribù.

Verso chi non la pensa come lui nutre un profondo disprezzo, al punto da negargli non solo la parola, ma anche l’esistenza.

Lo cancella, se non può fisicamente, attraverso violenze più o meno sottili. Mobbing, pressioni ai datori di lavoro, shitstorming; fa qualsiasi cosa che possa zittire ogni voce che non si allinea alla sua.

Ma perché un uomo preferisce la violenza alla pace, la ferocia al dialogo, la frontiera chiusa a una aperta?

Questo è il tema.

Dico la mia.

La fascinazione verso il fascismo è un inceppamento nel cammino che reca dall’infanzia alla gioventù e infine all’età adulta.

Ritengo che nella mente del fascista sia accaduto qualcosa che ha impedito alla persona di diventare pienamente adulta. La mente del fascista è un flusso che invece di andare verso il mondo si contorce, si ripiega e rimane chiuso dentro, impossibilitato a entrare in relazione con gli altri.

Per il fascista, gli altri sono nemici. Tutti.

Forse lo hanno ferito, deluso, violentato; fatto sta che degli altri ha paura.

Tutto quello che non è con lui lo terrorizza.

Hanno così paura che vanno in 5 ad uccidere un uomo solo e disarmato come Matteotti, che vanno in due armati di bastone a uccidere un prete, come Don Minzoni.

Hanno così paura che censurano Scurati alla Rai, e giungono a fare pressioni per licenziare chi ha osato criticare un amministratore.

Questi soggetti, possono volare sull’atlantico, possono sfidare Dio a fulminarli, possono fare dirette Facebook in cui fanno il culo a tutti, ma in qualunque modo tentino di dimostrare che non hanno paura, è solo la paura a muovere i loro passi.

La paura e lo smarrimento sono nascoste dietro la rabbia. Ma è come nascondersi dietro un dito. Li vedi, fragili, come bambini vestiti da grandi.

Il fascismo è la reazione scomposta di una mente che ha paura del mondo.

I fascisti hanno così paura che sono sempre incazzati contro qualcuno, gli ebrei, i gay, i neri, i migranti, gli zingari, o semplicemente quelli che tifano una squadra diversa dalla loro.

Per vincere la paura si mettono tutti in fila, col cranio rasato, fanno gli occhi cattivi e urlano insulti contro tutti. Costruiscono muri, cancelli, fanno barriere navali, se potessero chiuderebbero il mondo nella stessa scatola buia in cui hanno chiuso il loro cuore.

E quindi dimmi, è questo che ti piace del fascismo? Avere tregua dalla paura che ti morde le viscere?

La violenza è una droga e per andare avanti cercherai sempre più nemici, fino a che sarai compiutamente solo.

Odierai finalmente te stesso, cosa che hai iniziato a fare nel momento stesso in cui ha scelto il fascismo.

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