Attualità
31 Maggio 2024
Protagonista della vicenda è la 74enne ferrarese Luigina Trapella, che sin da quando aveva tre anni e mezzo è costretta a dover fare i conti con il virus. Aveva già usufruito del voto a domicilio nel 2019, 2020 e 2022

A casa con la poliomielite, le negano il voto domiciliare

di Davide Soattin | 3 min

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Obbligata a restare in casa per motivi di salute, poiché totalmente invalida e affetta da una patologia immunodepressiva degenerativa scatenatale a seguito di un intervento chirurgico, ha chiesto – come a ogni tornata elettorale – di poter accedere al voto domiciliare, ma quest’anno, a differenza di quanto era successo con le elezioni comunali del 2019, le regionali del 2020 e quelle politiche del 2022, quel diritto le è stato negato per l’8 e 9 giugno.

Protagonista della vicenda è la 74enne ferrarese Luigina Trapella, che sin da quando aveva tre anni e mezzo è costretta a dover fare i conti con il virus della poliomielite. Una malattia per cui si è dovuta sottoporre a sette interventi correttivi tra Ferrara e Parma, durante uno dei quali – il secondo – le si sarebbero scatenate una serie di complicazioni di salute con cui tutt’oggi deve fare i conti durante la vita di tutti i giorni, aiutata nelle faccende quotidiane dal fratello.

“La mia è una patologia da cui non si guarisce purtroppo, ma più si invecchia e più ci si indebolisce” spiega, mentre ci apre la porta della sua casa di via Mura di Porta Po, dove è costretta a trascorrere le sue giornate. “Da più di un mese – aggiunge la donna – devo inoltre fare i conti con ferite e lesioni che mi fanno fuoriuscire sangue dal naso e quindi, per evitare il rischio di ulteriori infezioni, il mio medico curante mi ha prescritto di continuare a stare al sicuro in casa“.

Così come nelle tre tornate elettorali precedenti quindi, nelle scorse settimane, la signora si è attivata per inoltrare la richiesta al Comune di Ferrara per votare da casa e prontamente gli uffici le hanno inviato un medico legale per sottoporla – come da prassi in questi casi – a una visita di idoneità domiciliare, con cui però si è vista negare la possibilità di esprimere il suo voto senza uscire di casa.

“Al medico legale – prosegue – ho raccontato quelle che sono le mie problematiche ma, senza neanche visitarmi, mi è stata bocciata la richiesta, dicendomi che quest’anno il voto domiciliare non mi sarebbe spettato perché non sono a letto e non uso macchinari per aiutarmi nella respirazione. Ma nemmeno nelle altre tre votazioni li utilizzavo e, per giunta, non perdevo neanche il sangue dal naso“.

“Se vogliamo quindi – conclude – la mia situazione è anche peggiorata e, nonostante ciò, oggi mi vedo negare un diritto che negli anni precedenti, in condizioni ‘migliori’, mi era stato comunque concesso. Vorrei sapere perché non si è tenuto conto delle mie richieste“.

Trapella chiude lanciando un appello anche al sindaco Alan Fabbri: “Il Comune è stato molto tempestivo nelle pratiche per la visita di idoneità e lo ringrazio. Spero ora che Fabbri mi possa aiutare a sbloccare una situazione che è molto spiacevole”.

 

 

 

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