La capra sulla rupe
28 Maggio 2024

Vedere chi annega attraverso i suoi occhi

di Alessandro Chiarelli | 2 min

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Guardando questo manifesto, ho provato a livello emotivo un fastidio immediato, profondo.

Mi sono chiesto perché.

Ho trovato le mie risposte. Valgono per me.

Ho respirato e ho guardato l’immagine.

Un mare immenso, sterminato, cupo, quasi nero, con al centro un’onda che sale. Un cielo plumbeo. Nessuna presenza umana, nessuna nave, nessuna terra all’orizzonte. Il mare come minaccia. L’altezza dello sguardo è al livello della superficie. L’onda che sale oscura persino la linea dell’orizzonte.

Ecco il mio disagio.

Quello è lo sguardo di una persona che è in mare.

Quella immagine che vedi, può essere l’ultima vista dagli occhi di una persona che sta affogando.

Sono stato sui moli di Lampedusa ad accogliere i migranti, quegli sguardi li conosco, purtroppo.

Mi sono chiesto perché scegliere un’immagine così.

La solidarietà verso i migranti e verso le loro indicibili sofferenze si può raccontare in mille modi. Puoi raccontare una scena di salvataggio, l’abbraccio di chi li accoglie, puoi raccontare storie meravigliose di chi ce l’ha fatta.

Invece no.

Mi fai vedere quello che annega attraverso i suoi occhi.

Mi regali l’ultimo sguardo di un uomo, o una donna, o un bambino – che tanti di loro sono bambini – che sta annegando.

Scegli di farmi stare male.

E credi di avvicinarmi a te.

Credi, nella tua ottica, che le persone scelgano chi le fa stare male.

Mi sono infine chiesto se sei consapevole della sottile violenza che c’è in questo modo di agire.

Ma temo che più che una strategia sia la frustrazione di chi non trova il modo di farsi conoscere.

Smettere di urlare sarebbe già un passo, se accetti un consiglio.

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