Cronaca
23 Maggio 2024
In aula parla la madre della giovane che sarebbe stata fatta prostituire dal 57enne Davide Magnani, suo ex compagno: "Mi aveva dimostrato di avere molta confidenza e lei era contenta di stare con lui"

Sfruttò la figlia della compagna. “L’aveva vista crescere, pensavo le volesse bene”

Davide Magnani
di Davide Soattin | 5 min

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“Tu sei mia figlia e faccio quello che voglio”. È una delle frasi shock riferite da una ragazzina di 13 anni in classe. La classe che frequenta la tredicenne stava affrontando una lezione di educazione sessuale. Nel corso di quest'ora la giovane avrebbe detto a voce alta, di fronte a docenti e compagni, che il genitore le rivolgeva frasi e attenzioni particolari

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“C’erano complicità e affetto perché l’aveva vista crescere e pensavo le volesse bene come a una figlia“. È iniziata ieri mattina (mercoledì 22 maggio) con la testimonianza in aula della madre della presunta vittima, sentita insieme al suo ex marito, la fase dibattimentale del processo a carico del 57enne ferrarese Davide ‘Magno’ Magnani, già responsabile dell’associazione MeravItalia, finito in manette durante l’operazione Angel&Devil, a seguito di un servizio della trasmissione televisiva Le Iene.

A lui, la Procura di Ferrara, che ha coordinato le indagini, contesta lo sfruttamento della prostituzione di una ragazza di 21 anni, oggi 24enne, per fatti che sarebbero avvenuti tra il 2018 e il 2021, con cui – secondo quanto sostenuto dagli inquirenti – avrebbe avuto anche rapporti sessuali quando lei, figlia della sua compagna di allora, era ancora minorenne e aveva meno di sedici anni (dal maggio 2014 al maggio 2016), e addirittura quando ne aveva meno di quattordici.

L’uomo dovrà anche rispondere per la produzione di materiale pedopornografico per cinque video di lei girati nel 2013 e per lo sfruttamento della prostituzione minorile della giovane dal gennaio 2016 al maggio 2018. A ciò si aggiunge infine la cessione aggravata di stupefacenti per i rapporti sessuali quando la vittima era minore, tra cui cocaina dal 2018 al 2021.

Durante l’udienza di ieri, davanti al collegio del tribunale di Ferrara, la madre della ragazza ha ripercorso quella che è stata la relazione sentimentale con Magnani, durata circa tredici anni. I due si erano conosciuti per la prima volta nel 1995 poiché membri della stessa compagnia teatrale di Argenta, avevano iniziato a frequentarsi nel 2007, quando il matrimonio della donna col suo ex marito – da cui si separò nel 2009 – stava vivendo un momento di forte crisi e rimasero insieme fino al 2020.

È in quel lasso di tempo che ‘Nonno Magno‘ – questo il suo soprannome – instaura un rapporto di stima reciproca e affetto con la giovane ragazza, come ha raccontato in aula il padre della 24enne: “Tra i due c’erano rapporti ottimi e amichevoli e la mia ex moglie, dopo la separazione, mi disse che si fidava di Magnani, rassicurandomi sul fatto che potesse frequentare i nostri figli”. “Magnani – ha aggiunto la madre – frequentava la nostra abitazione quando io non ero a casa e faceva compagnia a mia figlia che in quel momento si era chiusa molto“.

“Mi aveva dimostrato di avere molta confidenza e lei era contenta di stare con lui. Tra l’altro, avevano in comune la passione per la musica e pensavamo che ciò potesse aiutarla. Io, del resto, mi sono trovata letteralmente in mezzo a questa situazione. Da una parte mi faceva comodo avere qualcuno che mi raccontasse e mi facesse da tramite con lei, dal momento che non le riuscivo a parlare” ha aggiunto la donna, raccontando che la figlia spesso si confidava con Magnani, che poi le riportava quello di cui era venuto a conoscenza.

Come quando la giovane inizia a infliggersi gesti autolesionistici, prima avvisaglia delle problematiche che sarebbero emerse durante il periodo adolescenziale. “Era stato Magnani – ha proseguito la madre – a raccontarmi che si procurava dei tagli alle braccia, di cui io non mi ero accorta perché se li copriva”. “Se li infliggeva per sentirsi viva perché aveva la sensazione di non esserci, di sparire” le ha fatto eco il padre, che ha anche ricordato di averla portata per due volte al pronto soccorso, fino a quando non venne presa in carico dal Reparto di Neuropsichiatria Infantile del Sant’Anna.

Se il periodo dell’infanzia trascorre senza criticità infatti, col papà che ha descritto la giovane come “una brava studentessa, che non disturbava in classe tenendo un comportamento tranquillo, calmo e diligente, seppur molto chiuso e poco espansivo“, è attorno ai 13 anni che emergono le prime problematiche: non solo autolesionismo ma anche bulimia e abuso di alcool, mentre più avanti inizierà a fare uso di sostanze stupefacenti. “Era cambiata in maniera profonda, era chiusa, non parlava, non comunicava, abbiamo provato in tutti i modi ad aiutarla e abbiamo chiesto anche aiuto alla psicologa” ha sottolineato la donna.

In una circostanza, a maggio 2015, è ancora minorenne quando, insieme a una compagna di classe, resta addirittura vittima di una presunta violenza sessuale a Ferrara. “Ero andata a riprenderla e l’avevo trovata in condizioni terribili dopo che un gruppo di ragazzi aveva abusato di lei. Si vedeva che aveva bevuto, l’abbiamo portata in ospedale e poi abbiamo sporto denuncia” ha ricordato la madre, rispondendo alle domande della presidente Piera Tassoni e del pubblico ministero Barbara Cavallo.

I genitori della 24enne vengono a conoscenza di quanto emerso dal programma televisivo Le Iene, dopo la messa in onda del servizio. La madre, che era stata avvisata dal suo ex marito, la riconosce da alcuni segni fisici particolari ripresi dalle telecamere: “Inizialmente mi rispose che voleva fare un’esperienza sessuale e aveva chiesto a Magnani di aiutarla, poi alcuni giorni dopo mi disse che voleva fare su un po’ di soldi per comprarsi un grosso quantitativo di droga con cui si sarebbe disintossicata da sola“.

Una versione, quest’ultima, che racconta anche al padre, che non vede subito il servizio tv – andato in onda tra febbraio e marzo 2021 – ma, avvisato dall’attuale fidanzato della giovane, riesce a mettersi in contatto con la figlia, che gli fornisce – a suo avviso – una spiegazione che lui, davanti ai giudici, definisce fantasiosa“. Da quel giorno, l’uomo non affrontò più l’argomento, mentre la 24enne fu affidata al Serd e a un team di psicologici, che attualmente l’hanno in cura, e le hanno diagnosticato anche un disturbo della personalità borderline.

 

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