Cronaca
19 Maggio 2024
Buzzi e Piccinini erano entrambi senza patente. Nella Bmw su cui si erano arrivati al bar i carabinieri hanno trovato quattro ovuli di cocaina e 755 euro in contanti

Arrivarono al Big Town con droga e soldi nell’auto

di Davide Soattin | 4 min

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Droga e soldi. È quanto i carabinieri hanno trovato, lo scorso 1° settembre, all’interno della Bmw nera con cui il 42enne Davide Buzzi e il 21enne Lorenzo Piccinini, entrambi senza patente di guida, erano arrivati davanti al bar Big Town di via Bologna con l’intento di chiedere il pizzo a Mauro Di Gaetano, proprietario del locale, prima che quest’ultimo, insieme al padre Giuseppe Di Gaetano, reagisse violentemente alla loro minaccia, uccidendo il primo e ferendo gravemente il secondo.

Dopo la violenta colluttazione, una volta perquisita l’automobile, i militari del 112 avevano infatti rinvenuto nell’abitacolo quattro ovuli di cocaina nascosti in una scatola e 755 euro in contanti suddivisi in due malloppi, uno da 650 euro e l’altro da 105 euro.

Il retroscena emerge pochi giorni dopo la chiusura delle indagini con cui la Procura ha formulato una duplice accusa nei confronti dei Di Gaetano: omicidio in concorso aggravato dalla crudeltà per la morte di Buzzi, tentato omicidio – sempre in concorso – per le ferite inferte a Piccinini, ricoverato e operato con urgenza all’ospedale Sant’Anna di Cona, dove è rimasto per oltre un mese e mezzo prima di essere dimesso, riuscendo a salvarsi in maniera miracolosa nonostante le lesioni subite nello scontro.

Secondo l’impianto accusatorio, ‘armato‘ con varie bottiglie di liquore e con una chiave inglese, Mauro Di Gaetano avrebbe colpito inizialmente in testa Buzzi che poi, una volta inginocchiatosi, sarebbe stato ferito numerose volte in faccia e sul corpo da Giuseppe Di Gaetano, mentre quest’ultimo impugnava un coltello a serramanico da circa dieci centimetri di lama.

Successivamente, dopo aver ricevuto un altro colpo di bottiglia alla testa, il 42enne, barcollante, avrebbe cercato di appoggiarsi al bancone del bar, quando sarebbe stato raggiunto ancora dal proprietario del locale che, con un lucchetto da circa un chilo tra le mani, gli avrebbe rifilato tra i 37 e i 38 colpi alla testa, la maggior parte dei quali inferti dopo che la vittima era già caduta a terra, sdraiata sul pavimento, fino al momento del decesso per soffocamento provocato dal suo stesso sangue.

La chiave inglese, le bottiglie di liquore e il lucchetto, Mauro Di Gaetano li avrebbe usati anche per farsi giustizia privata con Lorenzo Piccinini, che sarebbe poi stato anche accoltellato da Giuseppe Di Gaetano rischiando di perdere la vita, se non fosse che, fortunatamente, i fendenti non andarono a compromettere gli organi vitali e la tempestività dei soccorsi, allertati dal titolare del bar su minaccia di Buzzi, pochi minuti prima che questo venisse aggredito in maniera letale, ricoprirono un ruolo fondamentale nel salvargli miracolosamente la pelle.

Nonostante ciò, anche Piccinini dovrà rispondere di quanto accaduto durante quella sera di fine estate. A lui infatti, che oggi si trova nel carcere di Modena, la Procura contesta il reato di tentata estorsione aggravata ai danni di Mauro Di Gaetano dal momento che, insieme a Buzzi, usando violenza e minacce, lo avrebbe costretto a versare la somma mensile di 3.000 euro.

Già qualche giorno prima, il 25 agosto, secondo la ricostruzione che fanno gli inquirenti, Buzzi aveva minacciato e picchiato il proprietario del Big Town intimandogli di pagare il ‘pizzo’ entro il 25 settembre se non avesse voluto che il suo locale andasse a fuoco. Lo riteneva responsabile dell’arrivo in ritardo dei soccorsi per il suo ‘figliastro‘, il 19enne Edoardo Bovini, che morì nella notte tra il 12 e il 13 agosto proprio davanti al bar, a seguito di un malore che accusò dopo aver assunto letalmente cocaina mentre soffriva già di una patologia cardiaca.

Una circostanza smentita dalle indagini della Procura, anche perché Di Gaetano quella sera non si trovava a Ferrara.

La sera del 1° settembre quindi, insieme a Piccinini, cugino di Bovini, Buzzi si era presentato con una tanica di benzina nel locale, che aveva appoggiato sul bancone con intenzioni minatorie. Giuseppe Di Gaetano, che aveva chiesto spiegazioni di quanto stesse succedendo, sarebbe stato picchiato violentemente dai due: il 42enne avrebbe dato gomitate, pugni e calci all’anziano, facendolo cadere a terra due volte, mentre il 21enne, nell’ordinargli di uscire dal bar con arroganza, lo avrebbe colpito a sua volta con calci, lanciandogli addosso anche una bottiglia.

I due però non sarebbero riusciti nel loro intento a causa del comportamento di Vito Mauro e Giuseppe Di Gaetano, che reagirono e si scagliarono su Buzzi e Piccinini, uccidendo il primo e ferendo gravemente il secondo.

Stando a quanto si apprende, i legali difensori dei Di Gaetano, gli avvocati Michele Ciaccia, Stefano Scafidi e Giulia Zerpelloni starebbero valutando se farsi interrogare prima della scadenza dei venti giorni, termine ultimo prima che la Procura disponga l’eventuale rinvio a giudizio o chieda l’archiviazione.

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