Grattacielo: “Si aspettava solo la miccia”
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
"Il fatto che non si siano trovate soluzioni è abbastanza surreale". L'ex ministro Andrea Orlando (Pd) a Ferrara per parlare di sviluppo economico del territorio interviene brevemente anche sullo sgombero del Grattacielo
Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dure critiche rivolte al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dai Volontari e Volontarie Comitato Torri ABC Grattacielo, che contestano le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal primo cittadino in merito alla situazione del Grattacielo e alle operazioni di sgombero
"Evitiamo di dire che va tutto bene, nel nostro paese ci sono crisi industriali spesso non presidiate dal governo ed è molto importante portarle all'attenzione". È da qui che Andrea Orlando (Pd) parte nel delineare la situazione economica italiana e ferrarese
Dopo lo sgombero delle torri A e C del Grattacielo, concluso giovedì 12 febbraio, la tensione si è spostata dai piani dell'edificio ai social network. Al centro della polemica, due fotografie pubblicate dal sindaco Alan Fabbri nei commenti al proprio post serale
Sono giorni che il vicesindaco Nicola Naomo Lodi continua a chiedere sulla propria pagina Facebook a Diego Marescotti di esibire il proprio casellario giudiziale. Marescotti, 39 anni, è candidato al consiglio comunale nella lista del Partito democratico.
Dalle insinuazioni di Lodi si poteva desumere che il dem avesse qualcosa da nascondere del suo passato giudiziario.
A questo si aggiungono le dichiarazioni fatte dal senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni al “Carlino” locale, dove si legge che “tra i candidati (senza fare nomi, ndr) che sostengono la candidatura di Fabio Anselmo a sindaco di Ferrara, mi risulta ci sia una persona che è stata condannata per bancarotta fraudolenta con sentenza di patteggiamento divenuta irrevocabile pochi anni fa”.
A questo punto ci è sembrato che il collegamento fosse ovvio e la nostra redazione ha cercato di ottenere il certificato penale del candidato, scoprendo che a suo carico ci sono stati in passato tre inciampi con la giustizia.
Il primo, in ordine cronologico, è datato 23 dicembre 2015. Marescotti, imputato per guida in stato di ebbrezza, chiede di essere ammesso ai lavori di pubblica utilità (127 giorni) all’esito dei quali il gip del tribunale dichiara estinto il reato.
Il 19 aprile 2018 patteggia la pena di 20 giorni di reclusione per diffamazione aggravata.
Il 18 giugno 2020, infine, patteggia 1 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta in concorso con il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Nei giorni scorsi Marescotti, come fece a suo tempo proprio Lodi, ha pubblicato il proprio certificato elettorale, che risulta “bianca”. Questo dipende dal fatto che le sentenze rimediate non sono ostative alla candidabilità, prevedendo pene inferiori ai due anni.
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