Quattro milioni per salvare il Grattacielo
Si aggirerebbe tra i 20 e i 25 mila euro la cifra richiesta a ogni singolo condomino per realizzare il piano antincendio, necessario per poter tornare dentro al Grattacielo
Si aggirerebbe tra i 20 e i 25 mila euro la cifra richiesta a ogni singolo condomino per realizzare il piano antincendio, necessario per poter tornare dentro al Grattacielo
Confronto tra gli abitanti e il dg Sandro Mazzatorta: "La Prefettura ha convocato un tavolo per l'emergenza abitativa"
A illustrare eventuali prospettive legali ai condomini del Grattacielo, durante la riunione straordinaria di ieri, con un intervento in merito alle possibilità di successo dei ricorsi al Tar è stato l'avvocato Gian Luigi Pieraccini, anche lui seduto in platea fra proprietari e delegati
È approdato davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna il ricorso contro l’ordinanza contingibile e urgente con cui il sindaco di Ferrara ha dichiarato l’inagibilità della Torre C del Grattacielo, imponendo lo sgombero immediato degli alloggi
Quanto sta avvenendo in questi giorni in varie parti del Paese e anche in Emilia-Romagna, non solo rappresenta una preoccupante deriva ma viola i principi democratici, alimenta un’evidente caccia alle streghe
Sono giorni che il vicesindaco Nicola Naomo Lodi continua a chiedere sulla propria pagina Facebook a Diego Marescotti di esibire il proprio casellario giudiziale. Marescotti, 39 anni, è candidato al consiglio comunale nella lista del Partito democratico.
Dalle insinuazioni di Lodi si poteva desumere che il dem avesse qualcosa da nascondere del suo passato giudiziario.
A questo si aggiungono le dichiarazioni fatte dal senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni al “Carlino” locale, dove si legge che “tra i candidati (senza fare nomi, ndr) che sostengono la candidatura di Fabio Anselmo a sindaco di Ferrara, mi risulta ci sia una persona che è stata condannata per bancarotta fraudolenta con sentenza di patteggiamento divenuta irrevocabile pochi anni fa”.
A questo punto ci è sembrato che il collegamento fosse ovvio e la nostra redazione ha cercato di ottenere il certificato penale del candidato, scoprendo che a suo carico ci sono stati in passato tre inciampi con la giustizia.
Il primo, in ordine cronologico, è datato 23 dicembre 2015. Marescotti, imputato per guida in stato di ebbrezza, chiede di essere ammesso ai lavori di pubblica utilità (127 giorni) all’esito dei quali il gip del tribunale dichiara estinto il reato.
Il 19 aprile 2018 patteggia la pena di 20 giorni di reclusione per diffamazione aggravata.
Il 18 giugno 2020, infine, patteggia 1 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta in concorso con il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Nei giorni scorsi Marescotti, come fece a suo tempo proprio Lodi, ha pubblicato il proprio certificato elettorale, che risulta “bianca”. Questo dipende dal fatto che le sentenze rimediate non sono ostative alla candidabilità, prevedendo pene inferiori ai due anni.
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