Torna in carcere l’infermiere accusato di omicidio e maltrattamenti sui pazienti
Torna in carcere Matteo Nocera, l'infermiere di 44 anni accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
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Il terzino ex Sasso Marconi si gioca la fascia con Mazzali, l’esterno ha tante richieste dalla D. E il nome storico dovrà attendere: la Figc ha chiuso la finestra il 15 luglio, ma l'ovetto potrebbe tornare comunque
Allerta gialla per temporali anche nel Ferrarese nella giornata di sabato 18 luglio. Il provvedimento sarà valido dalla mezzanotte tra venerdì e sabato fino alla mezzanotte di domenica 19 luglio
In Prefettura il punto sugli interventi di ripristino dopo il nubifragio: squadre ancora al lavoro sui guasti circoscritti di bassa tensione
Alleanza Verdi Sinistra e Possibile Ferrara intervengono sul drammatico incidente avvenuto il 16 luglio, a Masi Torello, dove un operaio di 38 anni è precipitato dal tetto di un capannone da un'altezza di otto metri e ha perso la vita dopo ore di agonia
Comacchio. È finito in carcere, dove dovrà scontare i residui cinque anni della condanna inflittagli dalla Corte di Appello di Bologna per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
Nel pomeriggio di ieri (venerdì 19 aprile), i Carabinieri della Stazione di Porto Garibaldi hanno rintracciato presso l’abitazione del fratello, dove si trovava da quasi due anni agli arresti domiciliari, Claudio Orlandini, 49 anni. I militari, dando esecuzione a un ordine di carcerazione emesso il giorno stesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bologna, lo hanno portato nel carcere dell’Arginone a Ferrara.
Per lui la condanna è diventata definitiva a seguito del rigetto del ricorso per Cassazione, avvenuto mercoledì 17 aprile.
Orlandini era rimasto coinvolto nell’operazione “Drivers”, iniziata nel marzo 2020 e condotta dai carabinieri di San Giovanni in Persiceto sotto il coordinamento della Dda di Bologna. Un’inchiesta che abbracciò i territori di Bologna, Ferrara e Ravenna, arrivando in Lombardia, e portò a nove misure cautelari in carcere e ad altri 12 indagati in stato di libertà per reati gravissimi legati al traffico di droga in particolare hashish e marijuana.
L’associazione era composta da italiani, albanesi e un equadoregno, residente a Pisa, ancora latitante. Il gruppo si approvvigionava della droga (hashish, marijuana e cocaina) in Spagna tramite pacchi postali, per poi rivenderla al dettaglio in Italia.
Il blitz dei carabinieri vide 19 perquisizioni, anche nelle zone di Cento e di Comacchio, e permise di sequestrare, nelle sette province interessate dall’operazione, 10 kg di hashish, 4 di marijuana, piantine, lampade per essicazione e oltre 250mila euro in contanti, ritrovati in una cassaforte e sotto la culla di un neonato nel ravennate.
Nel luglio 2022 sei componenti dell’associazione vennero condannati in rito abbreviato a pene che andavano dai 4 agli 8 anni e mezzo.
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