Dopo oltre tre mesi, l’assessore Alessandro Balboni – tramite la consulenza degli uffici tecnici comunali del Comune di Ferrara – ha risposto ai dubbi e alle perplessità avanzate dal gruppo di cittadini contrari alla costruzione della centrale biometano a Villanova.
Qualità dell’aria, emissioni atmosferiche, traffico, gestione delle acque, delle terre e delle rocce da scavo, impatto acustiche e opere di mitigazione ambientale i punti su cui si sono soffermati gli uffici tecnici comunali nel rispondere ai residenti della zona.
“Si sta valutando con Arpae – si legge nella risposta – la possibilità di effettuare una campagna di monitoraggio con il mezzo mobile per le rilevazioni della qualità dell’aria. Si sta individuando il luogo dove collocare il mezzo mobile, perché lo stesso per poter operare ha la necessità di un allacciamento alla rete elettrica con potenza di almeno 6 kWatt. La scelta della posizione del mezzo mobile sarà quindi effettuata anche in base alla possibilità di allacciarlo alla rete elettrica. Si fa comunque presente che in nessuna procedura di autorizzazione di impianti, non solo a biometano ma anche industriali, non si è mai proceduto all’effettuazione di campagne di monitoraggio “ex ante” della qualità dell’aria ma per tutte le valutazioni sono state utilizzate le informazioni fornite dalle centraline di monitoraggio installate e attive ai sensi della normativa vigente”.
Gli uffici tecnici comunali, a proposito delle emissioni in atmosfera, ci tengono poi a precisare che “l’iter istruttorio per il rilascio delle autorizzazioni dell’impianto ha visto coinvolto tutti gli enti competenti per la protezione dell’ambiente e della salute. Nelle diverse conferenze dei servizi effettuate si sono espressi favorevolmente sia Arpae che Ausl, con particolare riferimento al Dipartimento di Igiene Pubblica. Per quanto riguarda gli inquinanti, quali acido solfidrico e ammoniaca, si fa presente che gli stessi sarebbero presenti in atmosfera anche in assenza dell’impianto visto che sono caratteristici delle attività di spandimento dei liquami zootecnici e della pollina nei terreni agricoli. L’impianto risulta essere dotato di tutti i dispositivi necessari per minimizzare le emissioni in atmosfera“.
Tra le principali preoccupazioni dei residenti ci sono anche le possibili ricadute sulla viabilità: “Il traffico confluisce in SP15/via Pomposa e si distribuisce in modo pressoché omogeneo sulle due direzioni. Grazie alle forniture “just in time” i trasporti sono distribuiti nell’anno e limitati alle ore diurne. Prevediamo 1-2 trasporti/ora/direzione, con un picco nel periodo di raccolto (agosto + settembre) di 3 trasporti/ora/direzione. A seguito delle valutazioni del traffico indotto è stata effettuata una valutazione delle emissioni in atmosfera derivanti dal traffico e si evince una percentuale di incidenza trascurabile. Infine, i valori CO2 emessi sono ampiamente compensati dal saving della CO2 eq calcolata per la tipologia di impianto proposta. Nella precedente analisi non e stata considerata l’ulteriore riduzione delle emissioni raggiungibile attraverso l’impiego di mezzi alimentati a CNG/LNG, che verrà promossa in seguito alla messa in funzione dell’impianto, rispetto ai tradizionali camion diesel”.
“La documentazione necessaria agli enti – si legge – per fare le valutazioni per quanto di competenza sulla matrice ambientale Aria, è stata presentata in sede di istanza e successive integrazioni. Si specifica che gli enti si devono esprimere sulla documentazione presentata, documentazione firmata da tecnici che se ne assumono la responsabilità, non possono esprimersi sulla base di considerazioni soggettive. Quando viene indicato che “il volume di traffico è stato oggettivamente sottostimato” sarebbe necessario definire ed indicare quali sono le fonti con le quali si è arrivati a tale affermazione”.
Quanto alle acque, gli uffici tecnici sottolineano come l’invaso denominato ‘lago’ sia “oggetto di numerosi e diversificati” apporti (acque meteoriche di seconda pioggia; acque meteoriche pluviali; derivazione da Condotto San Romano; scambio con la falda idrica quando le quote dell’invaso sono inferiori a quelle dell’acquifero) e prelievi (acque necessarie per il processo, evaporazione, scambio con la falda idrica quando le quote dell’invaso sono superiore a quelle dell’acquifero, occasionalmente, prelievo antincendio, anche per prove e collaudi, eccezionalmente (eventi meteorici estremi) sfioro verso lo scarico in Fossa Bertolda).
“Il compito, secondo la normativa, della verifica del rispetto delle prescrizioni riportate negli atti autorizzativi è competenza di Arpae” viene precisato. “Si specifica – prosegue il Comune – che negli atti autorizzativi non sono presenti delle incongruenze in quanto dalla documentazione consegnata viene indicato che il ‘lago‘ non avrà scarichi nella rete consortile adiacente è però ovvio che lo stesso è dotato di uno scarico di emergenza che si potrà attivare solo in condizioni eccezionali e nel rispetto delle prescrizioni impartite dal competente Consorzio di Bonifica”.
Per ciò che riguarda le terre e le rocce da scavo, l’ingegnere Stabellini spiega che “tale attività risulta essere disciplinata da normative specifiche (DPR 120/2017 e s.m.i.) che definiscono esattamente anche le tempistiche di presentazione della documentazione agli enti competenti per poter effettuare la gestione delle terre e rocce da scavo. Nel parere del Servizio Ambiente sono riportate le prescrizioni che la ditta dovrà rispettare per la corretta gestione delle stesse. Sia l’ubicazione planimetrica dei punti di indagine e i risultati delle indagini non sono ancora stati definiti e non sono disponibili. Il risultato di tali analisi, stante le disposizioni normative vigenti, non erano necessarie preventivamente al rilascio dell’autorizzazione”.
Nella valutazione previsionale di impatto acustico consegnata, invece, sono stati considerati i ricettori maggiormente disturbati dall’esercizio dell’impianto così come richiede le normative di settore: l’abitazione maggiormente prossima (identificata come R1) che poi verrà inglobata nell’area di intervento, le abitazioni identificate come R2 ed R3 si trovano ad est, a circa 200 metri, mentre le abitazioni di Borgo Berta si trovano ad una distanza di 200 metri dal ricettore indagato R3. “Nella VIAC, per quanto riguarda il traffico veicolare pesante indotto si è fatto riferimento al Piano di Gestione Aziendale, dal quale risulta che nel periodo di massimo traffico il numero di transiti giornalieri sarà pari a 110 e quindi il flusso di traffico pesante medio orario indotto sarà pari a 7 veicoli pesanti/ora. Inoltre per il traffico attuale si è partiti da misure di traffico reale. Nel gennaio 2021 sono stati eseguiti rilievi fonometrici con conteggio dei veicoli transitanti” afferma.
Infine, sulle opere di mitigazione e compensazione, gli uffici tecnici comunali ricordano ai cittadini che “il bosco planiziale previsto è un’opera di mitigazione. Tale misura è diversa dalle cosiddette misure di compensazione che saranno oggetto di un contraddittorio tra la società proponente e il Comune di Ferrara e successivamente approvate in un’apposita convenzione”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com