Politica
8 Aprile 2024
Feggi: "Anche nella nostra Regione esistono disparità e forti distorsioni: Ferrara si trova infatti, anche in campo sanitario, buona ultima sia in termini di performance che di costi"

Azione: “Servizio Sanitario in grande difficoltà”

di Redazione | 2 min

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“Che il Servizio Sanitario Nazionale sia in uno stato di grande difficoltà è cosa nota soprattutto tra chi ha avuto problemi di salute in tempi recenti. Nel panorama nazionale la situazione dell’Emilia Romagna è relativamente favorevole ma solo perché altrove è letteralmente catastrofica (beati i monocoli in terra di ciechi)”. È Azione a prendere parola sulle criticità del Servizio Sanitario Nazionale per bocca di Luciano Feggi, presidente provinciale.

“Tuttavia – continua – anche nella nostra Regione esistono disparità e forti distorsioni: Ferrara si trova infatti, anche in campo sanitario, buona ultima sia in termini di performance che di costi”. Pur non essendo questa “la sede per un’analisi approfondita, che sicuramente è stata fatta nelle sedi opportune”, Feggi nota che “la coesistenza a livello provinciale di due aziende sanitarie, una ospedaliero-universitaria e una territoriale, tutt’altro che perfettamente integrate (nonostante il martellante marketing locale fatto al proposito), non favorisce i risultati né in termini di efficienza che di efficacia”.

Ritornando invece sul piano nazionale, “si è giunti ad una situazione di emergenza per il Ssn dovuta a politiche che datano ormai da decenni, conseguenza di un’errata interpretazione del concetto di aziendalizzazione, doverosa per la razionalizzazione del sistema ma condotta, come si suol dire, con l’accetta ed effettuata senza scendere nei dettagli delle diverse realtà”.

“Dunque – aggiunge – non stiamo imputando all’attuale governo tutte le responsabilità che tuttavia persistono nel momento in cui non riconosce il grado di allarme che impone soluzioni drastiche e una valutazione seria delle priorità nell’allocazione delle risorse”.

È per questo che Azione, ricordando di essere nata nel 2019, “ponendo come primo problema nazionale la sanità, lancia una petizione a livello nazionale per salvare il Servizio Sanitario pubblico . Non essendo la sanità né di destra né di sinistra tale petizione è evidentemente aperta a tutti coloro, partiti e società civile, che condividono il problema e le soluzioni proposte (nella tradizione di un partito che non lavora contro ma per)”.

Nella petizione viene fatto notare come manchino 40mila medici e 65mila infermieri mentre ci sono 10 milioni di prestazioni urgenti arretrate e 4 milioni di persone che decidono di rivolgersi al privato. Fanno anche notare che 2 milioni di persone si indebitano per curarsi mentre in Italia sono solo 3,1 i posti letto ospedalieri ogni mille abitanti contro gli 8 della Germania e i 5 della Francia.

Chiedono quindi al governo di “adeguare il finanziamento del ServizioSanitario Nazionale agli standard dei Paesi europei avanzati, portandolo in tempi brevi all’8% del Pil, per implementare un grande piano di abbattimento delle liste di attesa, per aumentare gli stipendi di medici e operatori sanitari e per rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale”.

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