Ecomafie, delegazione all’Ippodromo di Ferrara
Plauso per la ricollocazione e del recupero di ex cavalli trottatori altrimenti destinati all’abbandono o allo sfruttamento da parte di organizzazioni criminali per le corse clandestine
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Le trasformazioni del Po, le sue fragilità e le azioni di adattamento già messe in campo raccontate dalla Carovana del Po, la campagna itinerante di sensibilizzazione che coinvolgerà mondo scientifico e linguaggi culturali per nove giorni, dal 19 al 27 settembre, lungo i territori rivieraschi di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto
"Sapori Senesi" è il tema dell'iniziativa in programma da venerdì 25 a domenica 27 settembre nella sede della Contrada San Giorgio
Un’unica programmazione culturale, meno costi di gestione e più attività rivolte al pubblico. Musei ebraici di Ferrara e Bologna uniti per dare vita a un unico polo museale dell’ebraismo museale con rilevanza nazionale e internazionale
Con questa apertura si amplia la rete di servizi per l’infanzia del Comune di Ferrara nell’ambito degli investimenti destinati al potenziamento dell’offerta educativa 0-6 anni
È un inverno da record in Emilia Romagna ma non si tratta di record positivi. “Come in altre regioni d’Italia e d’Europa – fa sapere Arpae -, l’inverno meteorologico 2024, che copre il periodo da dicembre 2023 a febbraio 2024, è stato il più caldo dal 1961”.
E il 1961 non è considerato come indicatore di un anno in cui le temperature sono state superiori ma come primo anno di monitoraggio del progetto dataset climatico Eraclito61, gestito dall’Osservatorio Clima di Arpae Emilia-Romagna. “Nel trimestre appena passato – specifica la relazione dell’ente -, tutte le variabili termiche hanno superato i valori massimi storici, con temperature medie, massime e minime mai registrate nella stagione invernale nel periodo di disponibilità dei dati”.
Durante questa stagione invernale le temperature massime hanno registrato “un valore medio stagionale di 10,7 °C, superiore al clima recente di +3,1 °C e record della serie dal 1961”. Mentre le temperature minime hanno “uno scostamento leggermente inferiore, ma comunque elevato, con media di 2,5 °C rispetto ai 0,2 °C attesi”.
E se la stagione è da considerarsi da record i mesi di dicembre e febbraio sono quelli che maggiormente hanno inciso. “A dicembre – fasapere Arpae – spicca il dato delle temperature massime, superiori al clima di +3,3 °C. Gennaio è stato il mese che meno si è discostato dalla norma, ma con un’anomalia media comunque molto elevata (+1,4 °C), dovuta principalmente alle temperature massime. Febbraio è il mese più eccezionale, con anomalie superiori a +4 °C per temperature medie, massime e minime”.
Non si tratta però solo di temperature medie regionali perché a “febbraio è stata complessivamente superiore al clima di 4,2 °C, ma, ad eccezione dei giorni 24 e 26, la temperatura media dei singoli giorni si è mantenuta costantemente al di sopra della norma, superando in diverse occasioni i massimi storici”.
In questo ultimo inverno, “l’altezza dello zero termico, la quota a cui la temperatura dell’aria in libera atmosfera diventa negativa, si è mantenuta sempre altissima e quasi sempre superiore alla sommità delle cime appenniniche”.
Durante l’ultimo inverno l’altezza media dello zero termico è stata 2307 m mentre nel 2019\2020 fu registrato il record stagionale solo tre metri più in alto, a 2310 m. Un dato che si fa ancora più scioccante se si considera il periodo 1991-2020 quando lo zero termico sulla regione si è attestato a 1700 m di altezza.
Importante notare che questo indice “nel corso del trentennio, ha presentato un progressivo aumento di circa 200 m”. Una tendenza che ha subito “un ulteriore incremento negli ultimi tre anni, con una quota media dello zero termico superiore a 1900 metri (fonte: dataset ERA5 di Copernicus)”.
Non si può quindi parlare di 2024 come di caso isolato, si inserisce invece “in un contesto già fortemente anomalo: insieme all’autunno 2023 è infatti la seconda stagione consecutiva più calda dal 1961”.
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