Sono dell’87enne Mirella Graziosi e del 60enne Stefano Cavalieri, madre e figlio, i corpi trovati carbonizzati all’interno del camper andato a fuoco nel parcheggio del punto vendita Decathlon di via Ferraresi nella serata di martedì 6 febbraio per cause che ancora oggi sono in fase di accertamento.
La conferma è arrivata al termine degli esami medico-legali disposti dalla Procura di Ferrara che, contestualmente, ha già dato il nullaosta per la liberazione delle salme e la riconsegna ai familiari, che organizzeranno nei prossimi giorni i funerali.
Nei giorni scorsi, sul luogo della tragedia, la sorella e figlia delle vittime, Simonetta Cavalieri, aveva lasciato un messaggio e tre rose. “Vogliamo la verità sul tragico evento accaduto il 6 febbraio 2024 in questo luogo” è l’appello che la donna aveva scritto nero su bianco su una tavoletta di legno.
Su quanto accaduto, la Procura di Ferrara – pm Ombretta Volta – ha aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo a carico di ignoti. Madre e figlio erano entrambi nati a Bologna e risultavano essere in un appartamento al piano terra al civico 7 di vicolo Nanni Loy a Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello, in provincia di Rovigo.
Contestualmente, il camper e le due bombole a gpl che erano presenti nella cabina erano stati messi sotto sequestro dall’autorità giudiziaria e trasferiti all’interno del comando provinciale dei vigili del fuoco di via Verga. Lì, gli uomini del Nucleo Investigativo Antincendio hanno svolto la loro perizia con l’obiettivo di determinare le cause per cui si sono sprigionate le fiamme. Nello specifico, l’interesse è sapere il modo in cui l’incendio o lo scoppio sono stati innescati.
Stando a quanto si apprende, il figlio – proprietario del veicolo – da diverso tempo usava il camper come sua abitazione, nonostante pagasse l’affitto per la sua residenza ufficiale in una casa di Santa Maria Maddalena, dove anche la madre abitava. A tal proposito, nell’ultimo periodo, l’uomo è stato visto in sosta nei parcheggi dei centri commerciali della provincia di Rovigo col suo veicolo, proprio come aveva fatto nei giorni scorsi a Ferrara, quando l’esplosione non ha lasciato scampo a lui e a sua madre.
Una circostanza quindi abbastanza comune per lui, quella di viaggiare, vivere e dormire sulle quattro ruote. Resta da capire perché con lui, quella volta, abbia portato anche la madre che, solitamente, dicono i vicini di casa, se ne stava nel loro appartamento di via Nanni Loy. Anche su questo aspetto hanno lavorato gli inquirenti, che hanno setacciando le telecamere di sorveglianza della zona, da cui sembrerebbe emergere che quel camper sostava nel parcheggio di via Ferraresi già da un paio di giorni.
I due erano arrivati a Santa Maria Maddalena dopo un periodo trascorso a Consandolo, nel Comune di Argenta.
La madre soffriva di problemi all’udito. Era affetta da ipoacusia, una patologia che si manifesta quando non si sentono bene i suoni o non si capiscono le parole, ed era già conosciuta dai servizi sociali dai quali era presa in carico. Lui invece si era sposato dal 2005 con una donna di nazionalità straniera, da cui si era separato. Aveva anche due figli.
Una vicina ha riferito che la donna era sempre in casa e interagiva poco con i vicini, mentre lui andava e veniva con il camper. Chi li ha incrociati qualche volta li descrive come riservati, poco inclini a interagire e partecipare alla vita della comunità, motivo per cui sono poco conosciuti in paese. Altri invece come persone tranquille, senza problemi di alcun tipo. Anche la casa risultava essere pulita, curata e in ordine.
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