“Dopo quattro anni di grande patimento e sei anni di indagini, sono stato assolto al termine di una lunga udienza preliminare da ogni accusa perchè i fatti non sussistono“. Inizia così lo sfogo di Filippo Parisini, ex presidente di Ferrara Fiere, ieri (martedì 12 marzo) prosciolto con sentenza di non luogo a procedere dal gup Carlo Negri nel processo per le presunte tangenti tra i padiglioni dell’Ente di via della Fiera.
Parisini, difeso dall’avvocato Claudio Maruzzi, aveva scelto di discutere l’udienza preliminare, a differenza degli altri quattro che con lui erano imputati e avevano scelto il rito abbreviato. “Si mette così fine ad una pagina dolorosa e angosciante che ha ingiustamente contribuito alla mia parziale damnatio memoriae: dopo che per un quarto di secolo ho servito onorevolmente il mio Paese da sindaco e ho rappresentato la Fiera di Ferrara per cinque anni” aggiunge.
“Dopo tutto questo tempo, dopo costose e infinite indagini, non ci sono nè ladroni, nè corrotti, anche per la giustizia – prosegue – non sono quindi nè un ladro, nè un corruttore: l’ho spiegato e l’abbiamo provato, sono e siamo stati assolti da quanto di più vicino a dio c’è in terra, un giudice. Cade così miseramente anche il chiacchiericcio che in taluni contesti politici locali ha alimentato il teorema del sistema-fiera come emblema di una classe politica e amministrativa corrotta da decenni di governo della città e della sua provincia“.
“Di questa vicenda rimangono la forza della giustizia terrena e le ceneri di ritorsive accuse formulate da personaggi disarmanti cui, con tutte le migliori intenzioni, non si poteva ragionevolmente ‘a monte’ dar credito” sottolinea, facendo riferimento all’ex pentito Pietro Scavuzzo, anche lui finito a processo e poi assolto, definito il ‘grande accusatore‘ di tutta la vicenda.
“Ringrazio la mia famiglia, ringrazio mia moglie e mia figlia e, mi sia consentito, un ringraziamento speciale – conclude Parisini – per l’avvocato Maruzzi, per me Claudio: un amico, che non solo mi ha assistito “tecnicamente” con grande determinazione, ma mi è stato vicino “strategicamente” anche a livello psicologico nei lunghi momenti di angoscia che ho vissuto“.
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