Cronaca
7 Marzo 2024
Gabriella Cimatti, 80enne di Forlì, e Mara Cremonini, 71enne di San Pietro in Casale, nel Bolognese, sono decedute essersi sottoposte allo stesso intervento di oculistica oncologica. La Procura aspetta gli esiti degli accertamenti e poi prenderà le sue determinazioni

Anziane morte al Sant’Anna. Più tempo per gli esami tossicologici

L'ingresso dell'ospedale di Cona
di Davide Soattin | 2 min

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Più tempo. È quello che il tossicologo Enrico Gerace di Torino ha chiesto alla Procura di Ferrara per concludere l’esaminazione e l’analisi dei campioni biologici prelevati dai corpi di Gabriella Cimatti, 80enne di Forlì, e Mara Cremonini, 71enne di San Pietro in Casale, nel Bolognese, le due donne morte all’ospedale Sant’Anna di Cona, dopo essersi sottoposte allo stesso intervento di oculistica oncologica, a luglio 2022.

I quesiti degli esami si stanno concentrando sull’accertamento o meno della presenza di sostanze tossiche nei corpi delle due vittime, già sottoposte, lo scorso 9 agosto, all’autopsia. A svolgere le analisi medico-legali era stato il professor Giambattista Nolé di Torino, che però non aveva rilevato evidenze macroscopiche.

Anche in questo caso, le risultanze sono attese prossimamente, quando arriverà anche il responso più approfondito degli esami istologici.

A coordinare le indagini è la Procura che, per quelle morti sospette, arrivate una dopo l’altra, tra il 27 e il 28 luglio, a seguito della stessa operazione nel reparto di Clinica Chirurgica Oculistica, ha aperto un’inchiesta in cui sono – al momento, a scopo cautelativo – indagati 22 sanitari: 7 componenti dell’équipe medico-chirurgica, 3 anestesisti, 11 tra infermieri e Oss e un medico oculista, rispettivamente difesi dagli avvocati Marco Linguerri, Giuseppe Moretti, Gianni Ricciuti e Michele Ciaccia.

Contestualmente, il pm Andrea Maggioni ha aperto anche un secondo filone di inchiesta per il reato di omesso referto. A tal proposito, subito dopo l’accaduto, gli agenti della Squadra Mobile si erano messi al lavoro per individuare chi, dentro all’ospedale di Cona, aveva il compito di informare gli inquirenti, chi l’ha fatto e in che termini, ricostruendo la catena decisoria che ha portato ad avvisare l’autorità giudiziaria di quanto accaduto solamente nella giornata del 31 luglio, come comunicato dalla stessa Azienda, dopo circa quattro giorni dai due decessi avvenuti in sequenza a cavallo tra il 27 e 28 luglio. Al momento, il fascicolo aperto per far luce sull’eventuale ritardo nelle comunicazioni è però contro ignoti.

 

 

 

 

 

 

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