Cronaca
2 Marzo 2024
Altre quattro persone sono finite sotto la lente della Procura. Non avrebbero partecipato alla cena, ma sarebbero tra i membri della chat organizzativa finita al centro dell'inchiesta

Ombre nere su Ferrara. Gli indagati diventano trenta

di Davide Soattin | 3 min

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Per la Camera Penale Ferrarese è "gravissimo" quanto accaduto nelle scorse ore davanti agli uffici giudiziari di Tribunale e Procura, dove - nella mattinata di giovedì 19 marzo - sono state ritrovate alcune decine di volantini riportanti frasi ingiuriose e fortemente offensive nei confronti di giudici, pubblici ministeri e avvocati

Sale a trenta il numero degli iscritti nel registro degli indagati per l’inchiestaBravi Ragazzi” che, dietro il coordinamento della Procura di Ferrara, vede oggi al lavoro gli uomini della Digos per far luce su quanto accaduto nel ristoranteLa Fraschetta‘ di via Carlo Mayr lo scorso 22 dicembre, quando una festa di compleanno ‘in maschera’ tra amici è degenerata tra cori inneggianti a Benito Mussolini e Adolf Hitler e la distribuzione di volantini beceri e di pessimo gusto.

Sotto la lente del pm Ciro Alberto Savino ci sono finite infatti altre quattro persone che, stando a quanto si apprende, non avrebbero partecipato alla cena incriminata, ma sarebbero tra i membri della chat organizzativaFratm, detenuti in attesa di liberazione‘ finita al centro delle indagini e degli accertamenti tecnico-informatici. I nuovi indagati saranno sentiti nei prossimi giorni, quando saranno sottoposti agli interrogatori da parte degli inquirenti che si stanno svolgendo in questi giorni.

Stando a una prima ricostruzione della serata, il gruppo sarebbe arrivato nel ristorante dopo svariate soste in diversi locali di via Carlo Mayr, in cui erano entrati già travestiti: i ragazzi con tute arancioni ispirate ai carcerati di Guantanamo, le ragazze con divise da finte poliziotte. Si era trattato di un modo alternativo per festeggiare un compleanno con una festa a tema come già era successo in passato. Tre anni prima infatti, sempre per festeggiare la stessa ricorrenza, avevano scelto di travestirsi da scozzesi con tanto di kilt, due anni fa invece si erano presentati vestiti da preti e da suore.

A questo giro però la situazione avrebbe preso una piega totalmente diversa dai propositi iniziali, forse anche a causa dell’alcool, che però non può e non deve giustificare in nessun modo l’accadutocon cori e volantini inneggianti a Mussolini, Hitler e alla strage di Nassiriya, dove morirono ventotto persone tra civili, militari e carabinieri, senza nemmeno risparmiare il poliziotto Filippo Raciti, ucciso il 2 febbraio 2007 mentre interveniva per sedare i disordini durante il derby Catania-Palermo.

Offese, nero su bianco, anche nei confronti di Anna Frank, simbolo della Shoah, di Yara Gambirasio, assassinata a soli 13 anni, dell’atleta Fiona May, del campione paralimpico Alex Zanardi e di Meredith Kercher, violentata e uccisa a Perugia nel 2007. Poi, non contenti, avrebbero anche fatto il saluto romano ai due agenti della Polizia di Stato intervenuti a seguito della segnalazione di una commensale che, infastidita da quel comportamento, avrebbe inizialmente chiesto di smettere e sarebbe stata minacciata di morte da uno dei ventiquattro che, mimando il gesto, le avrebbe promesso di tagliarle la gola.

Tra i trenta indagati ci sono anche due atleti ferraresi delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato, che si sono allontanati prima dell’arrivo della pattuglia del 113 all’interno del locale. Si tratta di due rugbisti, oggi di stanza a Roma, che non sono agenti operativi con le tipiche mansioni dei poliziotti e che all’attivo hanno anche diverse presenze e partecipazioni a tornei internazionali con la maglia della nazionale italiana giovanile di rugby. Entrambi sono cresciuti nel Cus.

I due – a cui sono stati sequestrati i telefoni cellulari e che rischiano, se l’inchiesta dovesse ravvisare responsabilità nei loro confronti, conseguenze disciplinari da parte della Polizia di Stato – non sarebbero comunque gli unici sportivi nel gruppo che avevano preso parte alla cena. Secondo quanto si apprende ci sarebbero anche altri rugbisti oltre a giocatori di football americano, pallamano e nuoto attivi in società sportive di fuori e dentro città.

Ma c’è di più. Durante le perquisizioni a casa di alcuni degli iniziali ventiquattro indagati sarebbero stati trovati e sequestrati, oltre a una pistola giocattolo, katane e coltelli, anche cimeli nostalgici tra cui santini, calendari e bastoni con l’effigie di Benito Mussolini. Una circostanza, questa, su cui la Procura vuole vederci chiaro, a tal punto da indagare, sempre attraverso l’analisi dei dispositivi informatici, eventuali legami dei proprietari con partiti o gruppi di estrema destra.

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