Naomo contro commissario Digos: “Solo gossip”
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
Non si sa cosa abbia fatto di tanto sbagliato da meritare attenzioni tanto alte. Fatto sta che un vicecommissario della Digos proprio non entrava nelle simpatie dei piani alti dell'amministrazione comunale di Ferrara
Lo sostiene la difesa dell’ex consigliera comunale, che ha prodotto numerosi documenti per colmare i "buchi bianchi" nella consulenza tecnica del pm sulla chat tra l'ex vicesindaco e Luca Caprini e ribadire l'attendibilità della testimone chiave Rossella Arquà
Per la Camera Penale Ferrarese è "gravissimo" quanto accaduto nelle scorse ore davanti agli uffici giudiziari di Tribunale e Procura, dove - nella mattinata di giovedì 19 marzo - sono state ritrovate alcune decine di volantini riportanti frasi ingiuriose e fortemente offensive nei confronti di giudici, pubblici ministeri e avvocati
È arrivata in ritardo la richiesta alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ferrara per l'allestimento del palco in piazza Trento e Trieste
Un accesso agli atti per saperne di più. È quello che, prossimamente, tramite il proprio avvocato, ha chiesto di fare la scuola materna privata del Ferrarese dove, a fine gennaio, uno stagista 21enne è stato arrestato in flagranza perché avrebbe molestato alcuni alunni.
A farlo sapere, con un messaggio inviato ai genitori dei bambini, è stata la direttrice scolastica dell’istituto. A loro, lei ha riferito di essersi rivolta al legale a cui ha “spiegato e raccontato tutti i fatti che ci hanno coinvolto”. “L’avvocato – ha spiegato – farà richiesta di accesso agli atti ma ha anche detto che è difficilissimo che venga accolta finché le indagini sono in corso“.
Attualmente infatti il Reparto Investigazioni Scientifiche dei carabinieri di Parma è al lavoro per svolgere gli accertamenti tecnico-informatici sui dispositivi elettronici sequestrati al 21enne.
È proprio per questo motivo che “all’oggi noi non siamo stati contattati né informati di nulla dalle forze dell’ordine” ha aggiunto, chiedendo di pazientare perché “purtroppo l’attesa è lunga ma bisogna aspettare ancora“. “Vi siamo vicini” è il saluto con cui si chiude la comunicazione.
Stando a quanto si apprende, l’inchiesta sarebbe stata avviata dopo la denuncia dei genitori di una delle vittime, tutti bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni, a cui il ragazzo – che non fa parte del personale scolastico assunto e alla sua prima esperienza nell’istituto – prestava assistenza, a supporto degli insegnanti.
I militari, coordinati dalla Procura, hanno così avviato i loro accertamenti installando telecamere nascoste e microfoni ambientali e, dopo aver avuto riscontro della segnalazione tramite le videoriprese, sono subito intervenuti per fermare e arrestare il 21enne.
L’operazione è avvenuta lo scorso 31 gennaio, quando due militari in abiti civili, adottando le cautele necessarie per non turbare la serenità dei bambini, che quindi non si sono accorti di quanto stava accadendo, sono entrati nella scuola e hanno immobilizzato il ragazzo, portato fuori con le mani dietro la schiena.
Per lui, condotto in caserma, è scattato così l’arresto in flagranza, convalidato il giorno successivo in tribunale, ed è stato raggiunto da un’ordinanza restrittiva in attesa del processo.
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