Naomo contro commissario Digos: “Solo gossip”
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
Non si sa cosa abbia fatto di tanto sbagliato da meritare attenzioni tanto alte. Fatto sta che un vicecommissario della Digos proprio non entrava nelle simpatie dei piani alti dell'amministrazione comunale di Ferrara
Lo sostiene la difesa dell’ex consigliera comunale, che ha prodotto numerosi documenti per colmare i "buchi bianchi" nella consulenza tecnica del pm sulla chat tra l'ex vicesindaco e Luca Caprini e ribadire l'attendibilità della testimone chiave Rossella Arquà
Per la Camera Penale Ferrarese è "gravissimo" quanto accaduto nelle scorse ore davanti agli uffici giudiziari di Tribunale e Procura, dove - nella mattinata di giovedì 19 marzo - sono state ritrovate alcune decine di volantini riportanti frasi ingiuriose e fortemente offensive nei confronti di giudici, pubblici ministeri e avvocati
È arrivata in ritardo la richiesta alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ferrara per l'allestimento del palco in piazza Trento e Trieste
Analizzare le chat per sapere quali messaggi sono stati scambiati, ricostruire com’è stata organizzata la serata e saperne di più sui partecipanti. Ma anche indagare eventuali legami con formazioni, partiti o gruppi di estrema destra.
Questi gli obiettivi degli accertamenti tecnico-informatici che la Procura di Ferrara ha disposto sui quattro telefoni e sul computer che sono stati sequestrati ad alcuni dei ventiquattro indagati per apologia di fascismo, istigazione all’odio razziale, minacce e vilipendio delle forze armate nell’ambito dell‘operazione ‘Bravi Ragazzi’, dopo i fatti avvenuti in un ristorante di via Carlo Mayr lo scorso 22 dicembre.
A svolgere gli esami sarà l’ingegnere informatico Giuseppe Montagnola, a cui il pm Ciro Alberto Savino ha conferito l’incarico nella giornata di ieri, venerdì 16 febbraio.
Stando a quanto si apprende, i proprietari di telefonini e pc finiti sotto sequestro dovrebbero essere gli stessi a cui gli uomini della polizia di Stato, durante le perquisizioni nella mattinata di mercoledì 14 febbraio, hanno trovato in casa calendari, santini e manganelli con l’effigie di Benito Mussolini, oltre a bastoni, katane, coltelli e una pistola giocattolo senza tappo rosso.
Nel corso della prossima settimana toccherà poi agli interrogatori di garanzia di tutti e ventiquattro gli indagati, venti ragazzi e quattro ragazze provenienti da famiglie benestanti di età compresa tra i 22 e i 32 anni, la maggior parte universitari. Diciassette di loro sono nati in provincia di Ferrara, tre a Bentivoglio nel Bolognese, uno a Thiene nel Vicentino, due a Putignano in provincia di Bari e uno all’estero, in India. Alcuni di loro praticano sport nel mondo della pallamano, del rugby, del nuoto e del football americano fuori e dentro città.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i ventiquattro avevano prenotato un tavolo nel ristorante di via Carlo Mayr per festeggiare un compleanno con una festa a tema, un’abitudine per loro. Due anni prima infatti, sempre per festeggiare la stessa ricorrenza, avevano scelto di travestirsi da scozzesi con tanto di kilt, lo scorso anno invece si erano presentati vestiti da preti e da suore, quest’anno invece da detenuti (i venti ragazzi) e da poliziotte (le quattro ragazze, ndr). Successivamente, la situazione avrebbe però preso una piega totalmente diversa dai propositi iniziali.
Avrebbero infatti iniziato a disturbare i clienti presenti all’interno del locale, dapprima con cori inneggianti a Mussolini e a Hitler, e poi con la distribuzione di volantini in cui veniva ‘esaltata‘ la strage di Nassirya in cui morirono 28 persone tra cui 19 tra carabinieri, militari e civili italiani e l’uccisione del poliziotto Filippo Raciti, assassinato il 2 febbraio 2007 mentre interveniva per sedare i disordini durante il derby Catania-Palermo. Offese, nero su bianco, anche nei confronti di Anna Frank e dell’atleta Fiona May.
Una commensale, infastidita dal loro atteggiamento, avrebbe inizialmente chiesto di smettere e – per tutta risposta – sarebbe stata minacciata di morte, con uno dei ventiquattro che le avrebbe promesso di tagliarle la gola. Motivo per cui la donna ha immediatamente telefonato agli uomini del 113, giunti sul posto con una Volante e due agenti della Upgsp che hanno identificato subito tutti presunti responsabili di quanto accaduto. Questi, nonostante l’intervento, non solo non avrebbero interrotto i cori, ma avrebbero fatto anche il saluto romano davanti ai poliziotti, disinteressandosi della loro condotta e finendo nei guai.
L’avvocato Gian Luigi Pieraccini, che difende diversi indagati, si dice “sicuro che gli interrogatori riusciranno a chiarire quanto accaduto” dal momento che “si è trattato di una goliardata più che di una vera e propria serata organizzata all’insegna dell’istigazione all’odio razziale“. Altri legali difensori invece parlano di una “situazione culturale disarmante“, dopo aver avuto a che fare con clienti che, durante il colloquio. gli hanno rivelato di non essere a conoscenza di cosa fosse la strage di Nassiriya, né di dove si trovasse la cittadina irachena.
Se si sia trattato di una goliardata di pessimo gusto, forse dettata dai fumi dell’alcool, o di un’azione premeditata, solo le indagini potranno aiutare a chiarirlo. Ma, al di là di ciò, resta comunque il fatto che a casa di qualcuno dei ventiquattro sono stati trovati cimeli nostalgici: anche questo è un aspetto su cui la Procura di Ferrara vuole vederci chiaro.
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