Cronaca
9 Febbraio 2024
Tutto lascia presagire che i corpi siano del 60enne Stefano Cavalieri e di sua madre, l'87enne Mirella Graziosi. Gli inquirenti aspettano però gli esiti degli accertamenti per darne conferma

Incendio camper. Aperta un’inchiesta, si lavora per identificare le vittime

di Davide Soattin | 4 min

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La Procura di Ferrara – pm Ombretta Volta – ha aperto un fascicolo di indagine per far luce sulle dinamiche relative allo scoppio del camper nel parcheggio del punto vendita Decathlon di via Ferraresi, in cui martedì (6 febbraio) sono morte due persone.

L’ipotesi di reato è omicidio colposo a carico di ignoti, così come ignote – al momento – sono le persone offese. Tutto però – come si diceva già ieri – lascia purtroppo presagire che siano madre e figlio: il 60enne Stefano Cavalieri e l’87enne Mirella Graziosi, entrambi nati a Bologna, e residenti in un appartamento situato al piano terra al civico 7 di vicolo Nanni Loy a Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello, in provincia di Rovigo.

Usiamo il condizionale perché conferme a riguardo arriveranno solamente con gli esiti degli accertamenti medico-legali, ma tutto farebbe pensare che siano loro le vittime della tremenda esplosione. I poliziotti della Squadra Mobile di Ferrara infatti, intervenuti sul posto nella serata della tragedia, avevano cercato di mettersi immediatamente in contatto con l’uomo, che risulta proprietario del mezzo, immatricolato nel 1991 e da lui acquistato nel 2022, senza però ottenere alcun tipo di risposta.

Accertamenti medico-legali che svolgerà la dottoressa Margherita Neri, a cui spetterà il compito di identificare i due corpi ritrovati carbonizzati all’interno del veicolo. Difficile per ora sapere se basteranno gli esami sul dna delle due vittime o se ci sarà bisogno di analisi più complesse sui cadaveri, resi quasi irriconoscibili dalle fiamme e oggi conservati all’istituto di medicina legale di Ferrara, in attesa che inizino le operazioni utili ad accertare anche il modo in cui è avvenuta la loro morte.

Contestualmente, il camper e le due bombole a gpl che erano presenti nella cabina sono stati messi sotto sequestro dall’autorità giudiziaria e trasferiti all’interno del comando provinciale dei vigili del fuoco di via Verga. Lì, nelle prossime ore, gli uomini del Nucleo Investigativo Antincendio inizieranno la loro perizia con l’obiettivo di determinare le cause per cui si sono sprigionate le fiamme. Nello specifico, l’interesse è sapere il modo in cui l’incendio o lo scoppio sono stati innescati.

C’è stato un guasto a una delle due bombole alimentate a gpl? Cosa stavano facendo le due vittime? L’innesco potrebbe essere partito dalla scintilla di una stufetta o da un fornellino? Si è trattato di un malfunzionamento dovuto a una mancata manutenzione? Sono questi gli interrogativi. Non si scarta nemmeno l’ipotesi dell’omicidio-suicidio, anche se questa pista al momento non convince gli inquirenti, come dimostra il fascicolo aperto per omicidio colposo, soprattutto perchè pare essere evidente il modo accidentale in cui è avvenuto lo scoppio.

In tal senso, pare anche ipotizzabile che le fiamme si possano essere spigionate dopo un problema al camino collegato alla stufa presente all’interno del camper. Nel dettaglio, un problema al sistema di tiraggio dei fumi potrebbe aver fatto tornare dentro l’abitacolo il monossido di carbonio prodotto dall’apparecchio per scaldarsi, finendo per intossicare gli abitanti che, storditi, se non già uccisi dal gas, non si sarebbero accorti del principio d’incendio sviluppatosi per motivi da accertare in un ambiente in cui l’aria era già satura.

Stando a quanto si apprende, il figlio – proprietario del veicolo – da diverso tempo usava il camper come sua abitazione, nonostante pagasse l’affitto per la sua residenza ufficiale in una casa di Santa Maria Maddalena, dove anche la madre abitava. A tal proposito, nell’ultimo periodo, l’uomo è stato visto in sosta nei parcheggi dei centri commerciali della provincia di Rovigo col suo veicolo, proprio come aveva fatto nei giorni scorsi a Ferrara, quando l’esplosione non ha lasciato scampo a lui e a sua madre.

Una circostanza quindi abbastanza comune per lui, quella di viaggiare, vivere e dormire sulle quattro ruote. Resta da capire perché con lui, questa volta, abbia portato anche la madre che, solitamente, dicono i vicini di casa, se ne stava nel loro appartamento  di via Nanni Loy. Anche su questo aspetto sono al lavoro gli inquirenti, che stanno setacciando anche le telecamere di sorveglianza della zona, da cui sembrerebbe emergere che quel camper sostava nel parcheggio di via Ferraresi già da un paio di giorni.

I due erano arrivati a Santa Maria Maddalena dopo un periodo trascorso a Consandolo, nel Comune di Argenta.

La madre soffriva di problemi all’udito. Era affetta da ipoacusia, una patologia che si manifesta quando non si sentono bene i suoni o non si capiscono le parole, ed era già conosciuta dai servizi sociali dai quali era presa in carico. Lui invece si era sposato dal 2005 con una donna di nazionalità straniera, da cui si è separato. Aveva anche due figli.

Una vicina ha riferito che la donna era sempre in casa e interagiva poco con i vicini, mentre lui andava e veniva con il camper. Chi li ha incrociati qualche volta li descrive come riservati, poco inclini a interagire e partecipare alla vita della comunità, motivo per cui sono poco conosciuti in paese. Altri invece come persone tranquille, senza problemi di alcun tipo. Anche la casa risultava essere pulita, curata e in ordine.

 

 

 

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