Naomo contro commissario Digos: “Solo gossip”
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
Non ci sta Nicola "Naomo" Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt'altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com
Non si sa cosa abbia fatto di tanto sbagliato da meritare attenzioni tanto alte. Fatto sta che un vicecommissario della Digos proprio non entrava nelle simpatie dei piani alti dell'amministrazione comunale di Ferrara
Lo sostiene la difesa dell’ex consigliera comunale, che ha prodotto numerosi documenti per colmare i "buchi bianchi" nella consulenza tecnica del pm sulla chat tra l'ex vicesindaco e Luca Caprini e ribadire l'attendibilità della testimone chiave Rossella Arquà
Per la Camera Penale Ferrarese è "gravissimo" quanto accaduto nelle scorse ore davanti agli uffici giudiziari di Tribunale e Procura, dove - nella mattinata di giovedì 19 marzo - sono state ritrovate alcune decine di volantini riportanti frasi ingiuriose e fortemente offensive nei confronti di giudici, pubblici ministeri e avvocati
È arrivata in ritardo la richiesta alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ferrara per l'allestimento del palco in piazza Trento e Trieste
Altra giornata di udienza preliminare del processo per le presunte tangenti a Ferrara Fiere. Dopo la requisitoria del pm Ciro Alberto Savino e le arringhe difensive degli avvocati di Nicola Zanardi e Giorgina Arlotti, ieri (martedì 6 febbraio) la discussione è proseguita nelle aule del tribunale di Ferrara con le difese di Pietro Scavuzzo, Angelo Rollo e Filippo Parisini.
Per il primo, considerato il ‘grande accusatore‘ di tutta la vicenda, la Procura di Ferrara ha chiesto 1 anno e 10 mesi. A difenderlo è l’avvocato Elisabetta Marchetti, che fuori dall’aula ha fatto sapere che l’impianto accusatorio – nato dalle accuse del suo assistito – “regge“. “Ciò vuol dire che Scavuzzo è stato credibile” sottolinea. “Se dovesse essere accolta la tesi dell’ambito privatistico della fiera avanzata dal professor Marcello Clarich – (uno dei massimi esperti di diritto amministrativo in Italia, nominato consulente di parte dalle difese di Zanardi, ndr) – saranno da riqualificare i reati – aggiunge – e quindi chiederò l’assoluzione per il mio assistito. Se invece l’impianto accusatorio resterà lo stesso chiederò il minimo della pena”.
Chi non crede a quanto portato alla luce da Scavuzzo è l’avvocato Claudio Maruzzi, che difende Filippo Parisini, ex presidente dell’ente Fiera. Per lui, che ha scelto il rito ordinario, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio. “Nelle conclusioni di oggi – afferma Maruzzi – ho chiesto al giudice di evitare il processo al mio assistito, evidenziando come non sia ragionevolmente accettabile dar minimo credito ad un accusatore: che non si presenta al processo da lui voluto e provocato; che “spara” con ricordi e numeri sempre diversi assurde tangenti che sarebbe stato indotto a dare a Parisini per continuare a lavorare, raccontandosi come vittima del “sistema Fiera”, quando era lui che si arrogava il diritto di “decidere”, con metodi intimidatori; che quando ha visto che Parisini ebbe il coraggio di “scaricarlo” ha cominciato il suo gioco al massacro, con la denuncia del settembre 2017, ottenendo l’obiettivo di distruggere la carriera amministrativa del mio assistito. Scavuzzo non è attendibile e nemmeno credibile“.
A parlare in aula anche l’avvocato Simone Bianchi, legale difensore di Angelo Rollo, amministratore della società che stampava i biglietti per la Fiera, per cui sono stati chiesti 3 anni e 4 mesi. “Non c’è prova che duplicasse i biglietti di ingresso” ci tiene a precisare Bianchi. “Rollo è un produttore di software che ha creato un programma di digitalizzazione di biglietti che è lecito”. Per questo motivo, la richiesta della difesa è stata l’assoluzione perché il fatto non sussiste.
Al termine dell’udienza, il gup Carlo Negri ha rinviato al 12 marzo quando, dopo le eventuali repliche, sono attese le decisioni del tribunale.
Secondo l’impianto accusatorio, Nicola Zanardi, ex presidente di Ferrara Fiere e poi consigliere delegato, e il suo successore Filippo Parisini, insieme a Pietro Scavuzzo, ex pentito di mafia, sono accusati di induzione indebita. I due avrebbero preteso da Scavuzzo, al tempo deus ex machina degli allestimenti in Fiera, il pagamento di mazzette e favori personali (un costoso orologio, un anello con brillante, allestimenti per feste private, imbiancatura di locali privati) per garantirgli l’esclusiva per gli allestimenti in Fiera: l’imprenditore doveva dare loro il 20% degli incassi.
Come si diceva in precedenza, in questo primo filone, sono imputati anche Angelo Rollo, amministratore della società che stampava i biglietti per la Fiera (avvocato Simone Bianchi) e la direttrice Giorgina Arlotti (avvocato Marco Linguerri). Quest’ultima, insieme allo stesso Zanardi, è accusata di peculato perché avrebbe intascato altri soldi in nero tramite una doppia contabilità dei bar negli eventi “Auto e Moto” e “Militaria” del 2016. Parisini e Scavuzzo con lo stesso gioco avrebbero fatto altrettanto negli eventi tra 2016 e 2017, e avrebbero fatto anche la cresta sui parcheggi tramite l’emissione di doppi biglietti, fuori dalla contabilità ufficiale.
Zanardi e Arlotti sono accusati anche per aver creato un doppio canale di vendita, uno dei quali realizzato con vecchi carnet, fuori contabilità, per intascare circa 12mila euro nel 2012 in occasione del Misen. La tecnica si sarebbe sofisticata in occasione delle fiere del 2015 e del 2016 (in tutto quattro giornate di Misen e due di Carp Show): Zanardi e Arlotti, con il supporto di Angelo Rollo e della sua società, avrebbero proceduto a una doppia emissione di ticket ‘nuovi’ ma ritenuti contraffatti, in modo da eludere la rendicontazione Siae, nonché la contabilità della Fiera (qui è contestato anche il reato di contraffazione di pubblici sigilli).
Zanardi e Arlotti sarebbero poi gli artefici di un raggiro ai danni di un’assicurazione per aver pompato i danni subiti dall’Ente Fiera in occasione di un colpo con esplosione al bancomat della CariCento, avvenuto il 12 gennaio 2015 così da ottenere un indennizzo assicurativo oltre quattro volte il danno reale.
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