Ostellato
27 Gennaio 2024
Secondo una prima ipotesi al vaglio degli inquirenti è che i due li volessero utilizzare come lampade. I resti ossei apparterrebbero a persone morte cinquant'anni fa

Avevano due teschi trafugati dal cimitero in casa. Coppia finisce nei guai

di Davide Soattin | 2 min

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Ostellato. Due teschi umani trovati in una casa, molto probabilmente trafugati dal cimitero del paese, dove i corpi dei due defunti riposavano da decenni, prima che la mano di qualcuno andasse a disturbare il loro sonno eterno.

È la macabra scoperta con cui – nei giorni scorsi – hanno dovuto fare i conti i carabinieri, a seguito di una perquisizione all’interno di un casolare di campagna che sorge nel territorio comunale di Ostellato, dopo la segnalazione di alcune persone che abitano nelle vicinanze, preoccupate perché da giorni non si vedevano i proprietari dell’immobile.

In casa però i due, un uomo e una donna, c’erano eccome e, dopo una perlustrazione dell’abitazione, i militari del 112 hanno ritrovato nelle loro disponibilità i resti ossei di due persone, su cui immediatamente sono stati avviati tutti gli accertamenti del caso.

I teschi sono stati infatti sequestrati e mandati all’Ausl di Ferrara per svolgere gli esami di datazione e risalire a chi appartenevano. L’ipotesi è che siano di persone morte circa cinquant’anni fa, ma a tal proposito verrà svolta una consulenza antropologica per avere dettagli più precisi a riguardo.

Stando a quanto si apprende, i due avrebbero li avrebbero sottratti dall’ossario del cimitero locale e poi se li sarebbero portati a casa con loro.

La tesi investigativa su cui stanno lavorando ora gli inquirenti, anche se al momento è ancora tutto da definire, è che la coppia li volesse utilizzare per costruire delle lampade. Ma le indagini proseguono a tutto tondo e non sono esclusi altre ipotesi che potrebbero emergere più avanti.

Nel mentre, allo stato attuale, l’uomo e la donna sono indagati per sottrazione di cadavere dal cimitero. Un reato che, come previsto dall’articolo 411 del codice penale, se dovesse essere comprovato, prevede la reclusione dai due ai sette anni con la pena aumentata se il fatto è commesso in cimiteri o in altri luoghi di sepoltura, di deposito o di custodia.

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