Bambina sfollata dal Grattacielo: “La mia anima non parla più”
Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
In un primo momento si è pensato a un infortunio sul lavoro, ipotesi che al momento resta la più plausibile, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. L’idea di una possibile aggressione è emersa solo successivamente nel corso delle indagini, complicate soprattutto dalle difficoltà di comunicazione con le persone presenti sul posto
C’è un ferrarese dietro alla rapina messa a segno lo scorso 29 dicembre al supermercato Ecu di via Valli, a Bagnolo in Piano. I carabinieri hanno infatti identificato e arrestato il presunto responsabile: si tratta di un uomo di 48 anni, rintracciato nei giorni scorsi nell’abitazione della compagna a Castelnovo Monti
Avrebbe aggredito verbalmente i genitori con una tale veemenza da costringerli a chiudersi a chiave in una stanza della loro abitazione. Per questo un uomo di 55 anni è stato fermato dalla Polizia di Stato
Oltre 55 grammi di hashish sono stati sequestrati mercoledì pomeriggio nei pressi di piazza Toti, nel quartiere Giardino a Ferrara, al termine di un intervento avviato grazie alla segnalazione di un cittadino
Il gup di Bologna ha dichiarato il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste per la dottoressa responsabile del Servizio Diagnosi e Cura della Psichiatria Universitaria di Ferrara, inizialmente accusata di omicidio colposo per la morte di Leonardo Riberti, il 21enne ferrarese che – il 21 giugno 2022 – precipitò dopo aver scavalcato una finestra dell’ospedale Maggiore di Bologna.
A lei, Giulia Maria Nanni, unica persona per la quale è stato chiesto il rinvio a giudizio, la Procura contestava di aver provocato la morte del 21enne per non aver informato adeguatamente i sanitari del Maggiore – dove il ragazzo era arrivato per la rimozione di un corpo estraneo dalla gola – dello stato psicotico del giovane permettendo così di adottare le conseguenti misure di contenimento, tali da evitare comportamenti che avrebbero potuto metterne a rischio l’incolumità.
La dottoressa Nanni, difesa dall’avvocato Michele Ciaccia, è stata invece prosciolta dal gup Letizio Magliaro.
Intanto si attende il pronunciamento di un altro giudice, il gip Maria Cristina Sarli, sull’opposizione alla richiesta di archiviazione da parte della famiglia Riberti, che si è affidata all’avvocato Fabio Anselmo, per il medico otorinolaringoiatra Mauro Righi e dell’infermiera Annarosa Guidoreni dell’ospedale Maggiore.
“Non mi sorprende – sono le parole dell’avvocato ferrarese -: noi abbiamo criticato l’impostazione adottata dal pm nel trattare questa vicenda, perché nel momento in cui l’imputato, per noi principale, confessa di aver blindato il reparto, chiuso le finestre e di aver telefonato al servizio di psichiatria, significa che si era perfettamente reso conto del pericolo grave. Ma il problema è che non ha insistito: non ha trovato lo psichiatra di turno e ha omesso di contattarlo come prescrive il protocollo, ha omesso di chiamare il pronto soccorso generale. Nel momento in cui ti poni il problema di adottare delle cautele, non attui le procedure di contenzione previste? Il paziente si era strappato la flebo, significa che non era consapevole che serviva per curarsi: bisognava contenerlo“.
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