Cronaca
13 Gennaio 2024
Secondo l'avvocato Marco Linguerri, difensore dell'ex presidente dell'ente, non sono attendibili le dichiarazioni accusatorie di Scavuzzo

Tangenti in fiera. In 20 pagine tutte le contraddizioni dell’ex pentito

di Davide Soattin | 4 min

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Prosegue l’udienza preliminare del processo relativo alle presunte tangenti a Ferrara Fiere. Dopo la requisitoria del pm Ciro Alberto Savino dello scorso ottobre, ieri (venerdì 12 gennaio) la discussione è proseguita nelle aule del tribunale di Ferrara con le arringhe difensive dei legali di Nicola Zanardi e Giorgina Arlotti.

Per il primo, ex presidente di Ferrara Fiere e poi consigliere delegato, la Procura ha chiesto 4 anni e 4 mesi di reclusione in abbreviato. A difenderlo è l’avvocato Marco Linguerri che, ripercorrendo integralmente tutte le vicissitudini che hanno caratterizzato i lunghi anni della presidenza, ha indicato al gup Danilo Russo i temi con cui ne ha poi chiesto l’assoluzione per tutti i capi di imputazione dal momento che – secondo la difesa – i fatti che oggi vengono a lui contestati non sussistono.

Ma non solo. Durante l’udienza, l’avvocato Linguerri ha anche depositato una memoria di venti pagine in cui sono contenute quelle che – a suo avviso – sono le presunte contraddizioni che emergerebbero dal raffronto delle varie deposizioni rese da Pietro Scavuzzo, ex pentito di mafia, anche lui finito a processo, dalla cui denuncia era inizialmente partita l’inchiesta condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza dietro il coordinamento della Procura di Ferrara, volta a scoperchiare un sistema di mazzette in fiera.

A parlare in aula anche l’avvocato Silvia Fasolin, legale difensore di Giorgina Arlotti, per cui il pm Ciro Alberto Savino ha chiesto l’assoluzione, dal momento che, secondo quanto evidenziato dalla pubblica accusa, ricopriva un ruolo di semplice esecutrice, senza avere alcun poter decisionale. “Abbiamo accolto con soddisfazione la richiesta di assoluzione avanzata dalla Procura che, finalmente, ha riconosciuto l’assoluta estraneità della mia assistita rispetto ai fatti oggetto del processo” aveva affermato Fasolin in precedenza.

Prima di loro però era toccato al professor Marcello Clarich, uno dei massimi esperti di diritto amministrativo in Italia, nominato consulente di parte dalle difese di Zanardi, che ha affrontato i temi legati alla qualifica di ente pubblico della fiera di Ferrara.

Al termine dell’udienza, il gup ha rinviato al 6 febbraio quando sarà il turno delle arringhe difensive dei legali difensori di Angelo Rollo (avvocato Simone Bianchi), Pietro Scavuzzo (avvocati Elisabetta Marchetti e Lorenzo Buldrini) e Filippo Parisini (avvocato Claudio Maruzzi). Per i primi due il pm ha chiesto rispettivamente 3 anni e 4 mesi e 1 anno e 10 mesi, mentre per il terzo, unico a scegliere il rito ordinario, la pubblica accusa ha chiesto il rinvio a giudizio,

Il 12 marzo poi, dopo le eventuali repliche, sono attese le decisioni del tribunale.

Secondo l’impianto accusatorio, Nicola Zanardi, ex presidente di Ferrara Fiere e poi consigliere delegato, e il suo successore Filippo Parisini, insieme a Pietro Scavuzzo, ex pentito di mafia, sono accusati di induzione indebita. I due avrebbero preteso da Scavuzzo, al tempo deus ex machina degli allestimenti in Fiera, il pagamento di mazzette e favori personali (un costoso orologio, un anello con brillanteallestimenti per feste private, imbiancatura di locali privatiper garantirgli l’esclusiva per gli allestimenti in Fiera: l’imprenditore doveva dare loro il 20% degli incassi.

Come si diceva in precedenza, in questo primo filone, sono imputati anche Angelo Rollo, amministratore della società che stampava i biglietti per la Fiera (avvocato Simone Bianchi) e la direttrice Giorgina Arlotti (avvocato Marco Linguerri). Quest’ultima, insieme allo stesso Zanardi, è accusata di peculato perché avrebbe intascato altri soldi in nero tramite una doppia contabilità dei bar negli eventi “Auto e Moto” e “Militaria” del 2016. Parisini e Scavuzzo con lo stesso gioco avrebbero fatto altrettanto negli eventi tra 2016 e 2017, e avrebbero fatto anche la cresta sui parcheggi tramite l’emissione di doppi biglietti, fuori dalla contabilità ufficiale.

Zanardi e Arlotti sono accusati anche per aver creato un doppio canale di vendita, uno dei quali realizzato con vecchi carnet, fuori contabilità, per intascare circa 12mila euro nel 2012 in occasione del Misen. La tecnica si sarebbe sofisticata in occasione delle fiere del 2015 e del 2016 (in tutto quattro giornate di Misen e due di Carp Show): Zanardi e Arlotti, con il supporto di Angelo Rollo e della sua società, avrebbero proceduto a una doppia emissione di ticket ‘nuovi’ ma ritenuti contraffatti, in modo da eludere la rendicontazione Siae, nonché la contabilità della Fiera (qui è contestato anche il reato di contraffazione di pubblici sigilli).

Zanardi e Arlotti sarebbero poi gli artefici di un raggiro ai danni di un’assicurazione per aver pompato i danni subiti dall’Ente Fiera in occasione di un colpo con esplosione al bancomat della CariCento, avvenuto il 12 gennaio 2015 così da ottenere un indennizzo assicurativo oltre quattro volte il danno reale.

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