Politica
12 Gennaio 2024
Il centrodestra continua a criticare il nuovo regolamento per gli alloggi popolari della Regione. Oltre alla capogruppo regionale Valentina Castaldini di FI, anche Curtarello (Lega) e Balboni (FdI) non ci stanno

Residenzialità storica. Forza Italia chiede una commissione

di Redazione | 4 min

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Non tende a placarsi l’ondata di reazioni da parte degli esponenti dei partiti di centrodestra sul nuovo regolamento per le case popolari della Regione Emilia-Romagna relativamente al tema della residenzialità storica. A partire da Valentina Castaldini, consigliere regionale e capogruppo Forza Italia Emilia-Romagna, che chiede una udienza conoscitiva in commissione in cui “invitare anche tutti i sindaci e i gestori di edilizia popolare, nella quale la giunta regionale illustri la proposta e gli amministratori locali possano far sentire la propria voce”.

“Se è vero – esordisce – che la politica non dorme mai, durante le vacanze la regione Emilia-Romagna pubblica le delibere più controverse. Era successo in pieno agosto, quando la giunta guidata da Stefano Bonaccini ha tolto il parere di Arpae dai piani regolatori regionali ed è successo di nuovo sotto le festività natalizie. La delibera pubblicata a fine dicembre riguarda sempre un ambito comunale, ed è una proposta di modifica alla legge regionale che tratta di edilizia popolare. Fino ad oggi i sindaci hanno avuto la possibilità, nei propri regolamenti comunali, di inserire criteri premianti e punteggi aggiuntivi nelle graduatorie per l’accesso alle case popolari”.

“Questi criteri sono stati usati dai sindaci di ogni schieramento politico, per poter dare risposte – sottolinea – che tengano conto dei bisogni reali, della specificità del territorio e dell’offerta di edilizia pubblica disponibile. La giunta Bonaccini, nello stile solito per cui la narrazione è sempre lontana poi dalla realtà, si dimentica della sussidiarietà verticale e propone una modifica di legge che impedisce ai comuni di poter adattare la norma ai bisogni del proprio territorio. L’iter è ancora lungo, essendo la legge di competenza dell’Assemblea Legislativa dovrà essere votata e approvata dalla maggioranza dei consiglieri regionali, ma il segnale è chiaro”.

A intervenire nella vicenda è anche Ottavio Curtarello, segretario provinciale della Lega di Ferrara che fa sapere come “le sezioni cittadine saranno al fianco del sindaco Fabbri” sulla questione. “Siamo rimasti di stucco – spiega – quando abbiamo letto le anticipazioni di quello che se, approvato dalla Regione, risulterà un provvedimento iniquo e insensato: impedire che venga dato il giusto peso nelle graduatorie di accesso per l’assegnazione delle case popolari a chi risiede da più tempo nei territori comunali cui si riferiscono”.

“La scelta della Regione, a nostro parere, va contro ogni logica di giustizia ed equità sociale – prosegue – perché svilisce chi ha deciso con sforzi anche e soprattutto economici di rimanere, investire, costruirsi una famiglia e lavorare nel proprio Comune. Tutti questi aspetti socio-economici conteranno zero perché i Comuni non potranno più contemplarli nell’assegnazione dei punteggi, in barba a tutti i principi di sussidiarietà e autonomia di cui tanto la Regione si riempie la bocca”.

Curtarello aggiunge: “In Consiglio Comunale e in Commissione ad Argenta, il gruppo Lega aveva anche cercato di vederci chiaro sul tema delle autocertificazioni e dichiarazioni sostitutive che molte volte vengono utilizzate in fase di istruttoria delle domande di accesso e che il più delle volte risulta difficoltoso o complicato e a volte impossibile riscontrare ciò che è stato dichiarato in tema di patrimonio immobiliare soprattutto se posto fuori dai confini nazionali; ecco forse è questo uno degli aspetti che invece la Regione dovrebbe di contro approfondire”.

“Auspichiamo dunque – conclude – che vi sia la più ampia, larga e trasversale adesione da parte di tutti i sindaci emiliano romagnoli, di ogni colore politico, all’iniziativa lanciata dal sindaco Fabbri perché dotata di grande senso di responsabilità verso la propria comunità ed oggettivamente di buonsenso“.

Gli fa eco l’assessore Alessandro Balboni di Fratelli d’Italia: “Bonaccini e il Pd con un colpo di spugna cancellano il principio di residenzialità storica in tutta la nostra regione e costringono tanti Comuni a tornare indietro di anni rispetto ai successi ottenuti nelle graduatorie delle case popolari, che finalmente erano tornate ad essere assegnate a chi vive sul nostro territorio da più tempo. Ricordiamo quando a Ferrara governava la sinistra: era nettissima la maggioranza di alloggi popolari assegnati a stranieri da poco giunti in città, mentre anziani e giovani coppie ferraresi venivano esclusi e penalizzati“.

“Nel 2019 Fratelli d’Italia – ricorda – si presentò alle elezioni amministrative proponendo l’introduzione della residenzialità storica a Ferrara, come era già stato fatto in tanti altri Comuni della nostra Regione, anche governati dal centrosinistra, e abbiamo convintamente sostenuto il Sindaco Fabbri in questa battaglia di buonsenso e civiltà”.
Balboni attacca la presidenza della Regione: “Bonaccini toglie la possibilità ai sindaci di premiare la residenzialità storica, ciò significa negare un tetto agli anziani e alle famiglie fragili che dipendono dalle case popolari, i quali saranno così superati in graduatoria a vantaggio di chi è appena arrivato a Ferrara e ha semplicemente un basso reddito, senza tenere conto dei principi, dell’equità o delle tensioni sociali che questo provvedimento provocherà”.
“La residenzialità storica – chiude – è una delle battaglie che Fratelli d’Italia ha sempre portato avanti e faremo dura opposizione a questa decisione scellerata. Il provvedimento della giunta regionale, a guida Pd, è incomprensibile, iniqua, e rema contro le aspettative dei cittadini, aumentando così il rischio di conflitti sociali. Scelte come questa sono sintomo di una sinistra intrappolata nella sua stessa ideologia, lontana dai bisogni dei cittadini e incagliata su posizioni assurde e dannose in tema di sicurezza, immigrazione e di integrazione“.
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