Cronaca
14 Dicembre 2023
Si torna in aula il 24 gennaio. Attesa per la testimonianza di Tiziano Carradori, ex direttore generale del Sant'Anna di Cona

Tentata concussione in cardiologia. Parla il carabiniere che fece le indagini

di Davide Soattin | 1 min

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Torna in aula il processo per la presunta tentata concussione in cardiologia all’ospedale Sant’Anna, per cui sono imputati il professor Roberto Ferrari, cardiologo di fama internazionale e all’epoca dei fatti primario di cardiologia a Cona e il medico Gabriele Guardigli.

I due sono difesi dagli avvocati Marco Linguerri e Marcello Elia.

La vicenda è quella delle presunte pressioni che nel 2016 due medici avrebbero subìto per non accettare i posti in cardiologia al Sant’Anna, per i quali si stavano scorrendo le graduatorie formate nel 2010.

Uno di questi medici, Chiara Carrescia (assistita dall’avvocato Fabio Anselmo) è parte civile nel processo. Fu lei a registrare una telefonata che vedeva coinvolti Ferrari e Guardigli (successore di Ferrari) e che per gli inquirenti è la prova principale della tentata concussione.

Durante l’udienza di ieri, mercoledì 13 dicembre, è stato sentito il carabiniere che aveva svolto le indagini, che ha ripercorso le tappe della vicenda.

Si torna in aula il 24 gennaio quando, come chiesto ieri dall’avvocato Fabio Anselmo, sarà sentito un responsabile delle risorse umane della Regione Emilia-Romagna, chiamato a riferire sulle documentazioni relative al piano assunzionale e finanziario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara.

Insieme a lui, davanti al collegio del tribunale, sarà chiamato a testimoniare anche Tiziano Carradori, ex dg del Sant’Anna all’epoca dei fatti.

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