Cronaca
13 Dicembre 2023
Era stato fermato dagli agenti della Mobile di Bologna mentre stava scendendo dal treno regionale alla stazione di Bologna Roveri, probabilmente dopo essere partito da Portomaggiore

Lo trovano con chili di eroina in casa e oltre 55mila euro. Verso l’abbreviato

di Davide Soattin | 2 min

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Sembrerebbe orientata a scegliere il rito abbreviato la difesa del 25enne di nazionalità pachistana che lo scorso aprile era stato arrestato per il possesso di 6,5 chili di eroina, trovati nella propria casa di corso Porta Po, e 57mila euro in banconote di diverso taglio, dopo essere stato fermato dagli uomini della Squadra Mobile di Bologna.

La decisione sarà presa nell’udienza del 26 marzo, quando l’uomo sarà nuovamente sentito davanti al gup Carlo Negri.

Già nei mesi scorsi infatti, durante l’udienza di convalida del suo arresto, con cui era stata confermata la custodia nel carcere di via Arginone, dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere, il 25enne aveva rilasciato una dichiarazione spontanea in cui aveva affermato che lo stupefacente sequestrato era tutto per lui.

Come si diceva in apertura di articolo, il ragazzo, domiciliato a Ferrara ma residente a Valenza Po, in provincia di Alessandria, era stato fermato dagli agenti della Mobile di Bologna mentre stava scendendo dal treno regionale alla stazione di Bologna Roveri, probabilmente dopo essere partito da Portomaggiore, dove la comunità pakistana è tra le più nutrite nel Ferrarese.

È in quella circostanza che i poliziotti del capoluogo felsineo gli avevano trovato addosso oltre 50mila euro in banconote di diverso taglio, a cui non era riuscito a fornire giustificazioni sulla loro provenienza. Così facendo, dopo gli accertamenti del caso, i poliziotti avevano poi esteso la ricerca all’abitazione di corso Porta Po – forse usata come deposito – e, in collaborazione con i colleghi di Ferrara, avevano ritrovato l’ingente quantità di stupefacente, oltre che altri 7mila euro in contanti.

È ipotizzabile, quindi, che l’arresto dell’uomo, che in città viveva da solo e per un periodo di tempo aveva lavorato come agricoltore nelle campagne ferraresi, non sia un caso isolato, ma rientri in un traffico di droga tra Bologna, Ferrara e altre province, emiliano-romagnole e non, sui cui gli inquirenti ora stanno indagando.

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