Portomaggiore
8 Dicembre 2023
A proporlo è il deputato ferrarese di Fratelli d'Italia Mauro Malaguti che propone di vietare nel territorio nazionale i fanghi chimici negli impianti di produzione di fertilizzati da fanghi di depurazione

Decreto legge contro i fanghi chimici

di Redazione | 2 min

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Una proposta di legge del deputato ferrarese Mauro Malaguti (Fratelli d’Italia) tenta di porre fine al problema degli impianti di produzione di fertilizzati da fanghi di depurazione. Una proposta che tocca da vicino il territorio ferrarese e in particolare i comuni di Portomaggiore e Argenta. È di quest’estate la notizia dell’avvio degli studi per la realizzazione di un impianto nel territorio portuense ma nelle vicinanze di Bando, frazione di Argenta.

La proposta del deputato di Fratelli d’Italia non è però un blocco assoluto a questo tipo di impianti ma “la tipologia di fanghi da utilizzare”, recita il testo che si vorrebbero aggiungere al articolo 9 del decreto legislativo del 27 gennaio 1992 n.99, “potranno provenire esclusivamente da industrie alimentari e di trasformazione agroalimentare, da allevamenti animali e comparti di lavorazione agricola, con l’esclusione su tutto il territorio nazionale di fanghi provenienti da industrie chimiche, farmaceutiche, metallurgiche, metalmeccaniche e di acque reflue e depurazione di insediamenti civili”. 

Nelle premesse Malaguti spiega che “in Svizzera, Paesi Bassi e Belgio l’utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura è già stato vietato” e “il problema è stato oggetto anche di recenti denunce da parte di residenti, come nelle province di Pavia e Lodi, che nel 2018 hanno ottenuto dal Tar Lombardia una sentenza che ha vietato lo spandimento dei fanghi in agricoltura in regione”.

“I fanghi di depurazione – spiega sempre Malaguti – non contengono solo sostanze nutritive per le piante, come il fosforo e l’azoto, ma anche tutta una serie di inquinanti e di agenti patogeni derivanti dalle attività industriali e artigianali e dagli scarichi domestici. Per questo il settore agricolo tende oggi sempre più a respingere l’utilizzazione di tali fanghi come concimi”. 

In particolare il problema dipenderebbe dai “fanghi provenienti da industrie chimiche, farmaceutiche, metallurgiche, metalmeccaniche, le acque reflue e di depurazioni di insediamenti civili possono confluire nei termovalorizzatori di nuova generazione che ne consentono il parziale riutilizzo in alcuni settori come quello delle ceramiche”.

Per questo vale “il principio di precauzione, colonna portante del diritto ambientale e del diritto sanitario, che sancisce la necessità di limitare in maniera tempestiva qualsiasi effetto dannoso sull’ambiente”.

Se il decreto legge andrà in porto non si vieteranno quindi tutti gli impianti di produzione di fertilizzati da fanghi di depurazione ma si impedirà che in questi impianti possano utilizzare materiale proveniente da scarti di imprese chimiche, farmaceutiche, metallurgiche, metalmeccaniche e di acque reflue e depurazione di insediamenti civili.

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