Argenta. Faccia a faccia tra Gabriella Azzalli, candidata a sindaco alle prossime elezioni amministrative, e il primo cittadino uscente Andrea Baldini. Tema del confronto Soelia, la società partecipata al 100% dal Comune che ha chiuso l’esercizio 2022 con un segno meno di circa 6 milioni di euro.
Dopo un lungo excursus sulla sua storia, iniziata nel lontano 2001, e tracciata da entrambi dalla A alla Z, dai suoi inizi come multiutility con servizi in House (dalla raccolta rifiuti alle farmacie, dai cimiteri alla manutenzione stradale e del verde, dall’ambiente alla pubblica illuminazione, alla distribuzione di luce e gas) e sino alla trasformazione in Spa, si è affrontato la questione clou, riferita al comparto “energia” che ha innescato una serie di come e perché in merito alla vicenda Soenergy.
Una controllata questa dal profondo rosso, con un passivo rilevante, che pesa sulle spalle dell’intero gruppo, ed il cui ramo d’azienda clienti è stato ceduto alla modenese “Sinergas”. Una operazione di scopo questa tesa a ripianare il debito nei confronti con l’erario, per inadempienze su contributi non versati, addirittura 2 milioni di canone su sulle bollette, il cui valore complessivo ammonta a circa 52 milioni di euro.
A giudicare dagli scroscianti applausi riversati al termine dell’uno e dell’altro intervento (4 domande a risposta cronometrata per ognuno dei due partecipanti a
questo confronto “all’americana”) si direbbe che l’incontro è finito in parità, o giù di lì. Ma con degli spunti che hanno acceso, anzi elettrizzato il dibattito.
A farla da padrone son stati comunque i numeri, forse di difficile interpretazione da parte del pubblico, Che ha gremito gli spalti del Palasport Don Minzoni, capace di 300 posti, per assistere al duetto. Tra questi i dipendenti, cui sta a cuore l’azienda in cui lavorano. Si è trattato insomma di un botta e risposta che ha visto i due partecipanti restare sulle rispettive posizioni di partenza.
Al di là di ogni accusa reciproca Azzalli ha puntato in particolare l’indice “contro le responsabilità dovute ai mancati controlli analoghi, che spettavano al Comune, unico socio, e ai sindaci supportati dal consenso dei consiglieri di maggioranza. Sindaci che approvavano i bilanci, nonostante i rilievi in negativo dei revisori dei conti”.
D’altro canto invece Baldini che ha chiamato in causa la responsabilità dei dirigenti “esortati – dice – anche per iscritto a vendere. Ma nonostante le promesse, corredate da una stima di 25 milioni di euro, considerata la metà di quella poi incassata da Sinergas, la cessione non è avvenuta. Da qui il licenziamento, sei mesi prima della scadenza contrattuale, del direttore generale Renato Guerzoni, considerato un uomo solo al comando”.
Una misura drastica, cui l’interessato ha fatto ricorso, ottenendo dal Tribunale, al termine del percorso giudiziario, la sentenza di illegittimità, e la liquidazione di un risarcimento pari a 228.000 euro oltre ad interessi e maggiorazioni varie. “Soldi che pagheremo tutti noi cittadini argentani” ha tuonato Azzalli. “Avremmo dovuto far fronte a questi oneri sin da subito – ha chiosato come replica Baldini – ma abbiano preferito aspettare l’esito delle vie legali. Guerzoni afferma di aver vinto. Ma per me ha perso visto che ci aveva chiesto 1.700.000 euro”.
Un argomento li ha comunque messi entrambi d’accordo. “Soelia era e resta un buon progetto” hanno detto all’unisono, apprezzando anche il lavoro dell’Au, Alfonso Ponticelli. Ma manifestando “preoccupazioni” l’uno (Azzalli) e “ottimismo” l’altro (Baldini) “per il futuro”. Il piano di risanamento è spalmabile sino al 2031, compreso la svalutazione patrimoniale (14 milioni) e l’azzeramento dei conferimenti iniziali di immobili e mutui (17 milioni).
Il resto della discussione si è sviluppato intorno ad una lunga sequela di dati, culminati in una sorta di accuse e controbattute con al centro “un buco da quasi 100 milioni di euro, investimenti sbagliati e con in vista la dismissione delle reti” secondo Azzalli. Ma che il sindaco ha sminuito al ribasso, sino a 48 milioni. La crisi sarebbe nata, per Azzalli sin dalla nascita di Soelia Officine (ex Mingozzi) e dall’acquisizione della padovana “Elettrogas” poi fallita. Che, oggetto di garanzie e
lettere di patronage, si era tra l’altro insediata ad Argenta nella palazzina di viale Roiti affittata ad un prezzo di 560 mila euro “coi quali – è la chiosa – la si poteva invece comprare”.
Al contrario la causa per Baldini starebbe in sintesi in “un eccessivo ampliamento commerciale che ha dato il là all’apertura di molti sportelli in quasi tutta Italia, con innalzamento dei costi gestionali, condizionati anche dalle modalità di fornitura. Quindi anche ad interventi legislativi che hanno ridotto, ovvero modificato regolamenti, struttura e finalità di oltre 8000 società di questo tipo”.
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