11 Novembre 2023
Giuseppe Fiore perse la vita in via Oberdan il 7 marzo 2021, mentre era impegnato in operazioni di cantiere. In aula è stato sentito il tecnico dell'Uopsal di Ausl Ferrara: "L'elevatore su cui lavorava non era fissato bene"

Morì sul lavoro precipitando dal terzo piano. “Serviva un parapetto di almeno un metro”

di Davide Soattin | 2 min

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Non possiamo sapere per quale motivo sia successo ciò ma, considerando la ringhiera alta 89-90 centimetri, l’unica cosa che avrebbe evitato la caduta sarebbe stato l’innalzamento del parapetto ad almeno un metro“. Secondo la ricostruzione del tecnico dell’Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Ausl di Ferrara, sarebbe bastato veramente poco per salvare la vita a Giuseppe Fiore, l’operaio di 59 anni morto sul lavoro il 7 marzo 2021, dopo essere volato giù dal terzo piano di un appartamento in via Oberdan, in zona Gad.

L’esperto ieri (10 novembre) ha relazionato in aula davanti al giudice Carlotta Franceschetti e al pm Ciro Alberto Savino, durante l’udienza del procedimento che per quel tragico fatto vede alla sbarra Manuel Alleati, 52enne residente a Tresignana, rappresentante legale della cooperativa edile per cui lavorava la vittima, oggi accusato di omicidio colposo. Un reato per cui ha già patteggiato la pena di dieci mesi di reclusione Geremia Corcione, napoletano di 64 anni, dipendente della ditta, per non aver provveduto a fissare in maniera corretta il puntello cui era ancorato l’elevatore da cui cadde fatalmente Fiore.

A tal proposito, il tecnico ha confermato che l’elevatore “non era fissato bene” mentre, sulle dinamiche che hanno portato alla morte di Fiore, ha riferito che “non si sa se la vittima abbia perso l’equilibrio e per salvarsi si sia trascinato dietro l’elevatore” oppure se quest’ultimo “si sia sganciato e lui è caduto“.

Inoltre, nel Piano Operativo di Sicurezza, secondo il tecnico dell’Uopsal di Ausl, “non era previsto l’uso dell’elevatore” per le operazioni di cantiere e quindi “nemmeno misure di sicurezza” a riguardo.

Fiore, che era lavoratore autonomo, era stato chiamato dalla cooperativa edile per eseguire delle operazioni di scarico dei materiali di risulta da un balcone, al terzo piano di un appartamento in corso di ristrutturazione in via Oberdan. A un certo momento l’uomo perse l’equilibrio e precipitò al suolo – questa la ricostruzione della Procura – a causa dell’insufficiente altezza della ringhiera del balcone e dell’instabilità dell’elevatore, che non fu in grado di reggere un secchio pieno di detriti e il lavoratore stesso.

La caduta risultò fatale: per l’uomo, nonostante l’intervento del 118, non ci fu purtroppo nulla da fare.

Nel corso del procedimento, è stata accettata la costituzione di parte civile per uno dei fratelli della vittima, che si è affidato a Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nella tutela dei familiari delle vittime di infortuni sul lavoro, anche mortali.

Durante l’udienza di ieri è stato sentito anche il proprietario dell’abitazione in cui Fiore stava lavorando su alcune circostanze utili al processo e un secondo tecnico dell’Uopsal.

Si tornerà in aula il 16 febbraio.

 

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