Ostellato
18 Ottobre 2023
L'uomo, di nazionalità pakistana, ritenuto responsabile per alcuni fatti commessi a Ferrara e Ostellato tra dicembre 2017 e maggio 2020 nei confronti di due 20enni con cui aveva avuto una relazione

Violenza sessuale, stalking e revenge porn: il tribunale condanna un 28enne

di Davide Soattin | 2 min

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È stato condannato – con rito abbreviato – a cinque anni, S.A., 28enne di nazionalità pakistana, accusato di violenza sessualestalking e revenge porn tra dicembre 2017 e maggio 2020, nei confronti di due ragazze ventenni con le quali aveva avuto una relazione, a Ferrara e Ostellato.

È quanto ha deciso ieri, martedì 17 ottobre, in tribunale a Ferrara, il giudice dell’udienza preliminare Carlo Negri, dopo che il pm Andrea Maggioni – titolare del fascicolo di indagine – aveva chiesto, durante la propria requisitoria, sei anni di pena.

L’indagine era nata dalla denuncia per stupro e atti persecutori da parte di una delle giovani vittime e aveva portato a scoprire anche una seconda, precedente, violenza ai danni di un’altra ragazza, le cui immagini sono state trovate dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Ferrara analizzando sia il computer che i telefoni cellulari sequestrati all’indagato.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la prima violenza sarebbe avvenuta il giorno nel capodanno 2017 e venne inizialmente ipotizzata sulla scorta delle immagini e dei video conservati dall’uomo, che ritraevano una ragazza non cosciente.

In almeno tre occasioni avrebbe diffuso, senza il consenso della vittima, i suoi video intimi. La stessa, che frequentava il ragazzo, si era successivamente riconosciuta nei video e nelle foto e aveva confermato agli inquirenti di non ricordare quell’episodio: per questo decise di sporgere denuncia.

La seconda violenza contestata, invece, secondo gli inquirenti, fu accompagnata anche da stalking nei confronti della vittima della durata di circa un anno.

Sulla base di questi elementi, e considerando che vi fosse un concreto pericolo di fuga, i carabinieri eseguirono inizialmente il fermo del 27enne ordinato dal pubblico ministero.

Il giudice delle indagini preliminari, qualche giorno dopo, commutò però la misura custodiale in un più blando obbligo di dimora. A questo provvedimento si era poi opposto il pm, che aveva presentato appello, ottenendo, lo scorso ottobre, il ripristino della custodia in carcere.

Condannato, al momento è tornato in libertà.

 

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