Cronaca
1 Ottobre 2023
A finire in manette sono tre uomini palermitani di 49, 51 e 54 anni, che erano già in carcere a Bologna, Trapani e Palermo. Le ricerche ora sono per il quarto componente della banda che è irreperibile

Rapinarono la Banca Centro Emilia. Arrestati tre dei quattro autori del colpo da oltre 300mila euro

di Redazione | 3 min

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Svolta nelle indagini per la rapina alla Banca Centro Emilia di via Porta Romana dove, il 12 settembre dello scorso anno, un gruppo di banditi – dopo aver legato mani e piedi a sei persone, poi rinchiuse in uno sgabuzzino – aveva messo a segno un colpo studiato nei minimi dettagli, da veri professionisti del settore, rubando 60mila euro in contanti e 250mila euro di gioielli preziosi.

Nella giornata di mercoledì 27 settembre infatti, insieme ai colleghi di Bologna, Palermo e Trapani, i carabinieri di Ferrara – su disposizione della Procurahanno arrestato tre dei quattro rapinatori che quella mattina entrarono nella banca: sono tutti uomini, palermitani di 49, 51 e 54 anni, già in carcere per altri reati. Mentre proseguono le ricerche del quarto componente della banda, che al momento è irreperibile.

Sono circa le 7.45 quando la direttrice della filiale, sollevando la saracinesca, entrando per prima nella banca, sente suonare l’allarme. Pensa ad un falso contatto, ma non è così. Nel momento esatto in cui lei entra nell’edificio, infatti, i rapinatori abbattono le inferriate poste a protezione della finestra del bagno collocata in un cortile interno posto sul retro della banca, tagliate la sera prima con l’aiuto dell’oscurità della notte.

La donna viene rapidamente aggredita da tre uomini travisati ed armati, che la immobilizzano. Stessa sorte subiscono nei minuti seguenti due dipendenti e tre clienti (tra cui una donna incinta), che ignari di
quanto stava accadendo, accedono ai locali della banca, dove vengono privati del telefonino, legati a mani e piedi con fascette da elettricista e chiusi, insieme alla direttrice, in una stanza, per tutta la durata della rapina, al cui termine fuggono.

L’allarme scatta alle 10 circa, quando un altro cliente, accedendo in banca e trovandola aperta ma completamente vuota, chiama i carabinieri che, intervenuti sul posto, provvedono a liberare gli ostaggi, tutti incolumi, ma estremamente provati psicologicamente.

Le indagini, avviate nelle immediatezze dai militari, hanno evidenziato sin da subito come il colpo fosse stato studiato approfonditamente fin nei minimi dettagli, portando pertanto gli investigatori a ritenerlo opera di professionisti del settore. Le attività investigative sono tuttavia state condotte ininterrottamente senza tralasciare alcun particolare, analizzando migliaia di ore di riprese video e passando al setaccio ogni indizio.

È in quel frangente che i militari, analizzando le riprese delle telecamere interne alla banca relative ad alcuni giorni prima della rapina, si sono accorti della presenza di un apparente cliente protagonista di un comportamento tuttavia anomalo poiché si aggirava nei locali della filiale con un cellulare impugnato in modo molto singolare: in verticale di fronte al proprio petto e appoggiato ad un giornale, posizione congeniale per poter riprendere gli ambienti interni. L’uomo viene inquadrato, da un’altra telecamera, all’esterno della banca, il giorno della rapina, nel ruolo di palo.

È partendo da questo elemento che i carabinieri hanno quindi  avviato una prolungata e ininterrotta attività investigativa, attraverso metodi investigativi classici (servizi di osservazione, controllo e pedinamento degli indagati nonché accolto di migliaia di ore di intercettazioni tra presenti e telefoniche) e l’utilizzo di moderne tecnologie, che hanno consentito di raccogliere indizi di reato univoci e concordanti nei confronti dei quattro soggetti (tre dei quali con precedenti specifici) ritenuti responsabili di rapina aggravata e sequestro di persona. Quadro accusatorio pienamente avallato dalla Procura di Ferrara, che ha pertanto disposto l’arresto dei soggetti.

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