Degrado e criminalità in Galleria Matteotti: tentata rapina tra minori
In Galleria Matteotti un 14enne con coltello disarmato dagli street tutor dopo un presunto tentativo di rapina ai danni di due coetanei, indagano i Carabinieri
In Galleria Matteotti un 14enne con coltello disarmato dagli street tutor dopo un presunto tentativo di rapina ai danni di due coetanei, indagano i Carabinieri
Sarà il medico legale Margherita Neri - che aveva già effettuato una prima ispezione cadaverica esterna la sera stessa della tragedia - a eseguire l'autopsia sul corpo di Juda Eniezebata, il 27enne di nazionalità nigeriana morto lo scorso mercoledì (26 novembre) all'incrocio tra via Bologna e via Leonello Poletti
Prima ha sottratto circa 250 euro dal registratore di cassa di una bancarella del mercato, poi ha tentato la fuga in bicicletta. Un piano durato però ben poco: un cittadino di origini nordafricane lo ha raggiunto e bloccato, recuperando il denaro, prima dell'arrivo della Polizia di Stato
Non ce l’ha fatta Benedetta Tralli, la fisioterapista ferrarese 29enn rimasta gravemente ferita in un incidente il 17 novembre a Paviole, frazione di Canaro
Solidarietà. È quella che arriva da Alberto Balboni, senatore di Fratelli d'Italia, ai due carabinieri indagati dalla Procura di Ferrara per morte in conseguenza di altro reato, dopo la tragica fine di Juda Eniezebata, il 27enne stroncato da un malore all'incrocio tra via Bologna e via Poletti, dopo essere stato sottoposto a un controllo nella caserma di via del Campo
Avrebbe abusato sessualmente della nipote che gli era stata data in affidamento. Ora, per quei fatti che sarebbero avvenuti quando la vittima era ancora minorenne e sarebbero poi proseguiti anche con la maggiore età, uno zio è accusato di violenza sessuale e prostituzione minorile e ieri, mercoledì 27 settembre, davanti al gup Sandro Pecorella del tribunale di Bologna, tramite i suoi avvocati difensori, ha chiesto di essere processato con rito abbreviato, dopo che il pm aveva respinto la richiesta di patteggiamento.
Nello specifico, secondo la Procura della Repubblica di Bologna, che ha coordinato le indagini, l’uomo avrebbe offerto denaro alla ragazza per convincerla a falsi filmare e avrebbe anche abusato di lei, approfittando di una sua fragilità psicologica dovuta al difficoltoso contesto familiare in cui era cresciuta.
Gli abusi, come si diceva, si sarebbero verificati anche quando al compimento dei diciott’anni della vittima – oggi 21enne – e sarebbero proseguiti fino a quando lei stessa non ha trovato il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri, rompendo quel muro fatto di silenzi e di scetticismo da parte di chi la circondava e a cui aveva cercato di raccontare quanto accaduto, senza ricevere la giusta attenzione.
Da lì, da quella denuncia, i militari dell’Arma hanno iniziato a indagare su quei fatti e sono riusciti a risalire a quei video che ritraggono la giovane, oggi assistita dall’avvocato Monica Pedriali, e per cui oggi lo zio è sotto la lente di ingrandimento della Procura, che ne ha chiesto il rinvio a giudizio.
Al termine dell’udienza, in cui la ragazza si è costituita parte civile, il giudice ha rinviato al 7 marzo per la discussione del rito abbreviato.
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