Aveva alle spalle sei condanne per reati di varia natura, una delle quali per lo spaccio scoperto durante la maxi-operazione “Wall Street”. Era l’ottobre del 2018 quando la squadra mobile di Ferrara portò a 7 custodie in carcere, 11 arresti differiti, 7 divieti di dimora, 6 arresti in flagranza, 1 fermo d’indiziato di delitto, 2 espulsioni e 10 kg di droga – tra marijuana, cocaina ed eroina – sequestrati.
Tra le persone finite in manette (poi condannato in patteggiamento a nove mesi) c’era anche Osaror Owanlengba, 33 anni, che lunedì sera è stato arrestato nuovamente dalla Polizia di Stato, anche se per altri motivi.
Alle 20.30 di lunedì sera gli agenti della Polizia di Stato hanno effettuato un controllo nel parchetto di via Porta Catena, in seguito a diverse segnalazioni di residenti esasperati per il continuo spaccio a cielo aperto.
All’arrivo delle pattuglie erano presenti circa 40 persone descritte come intente a bivaccare e a consumare alcol. alla vista delle volenti c’è stato un fuggi fuggi generale. Tra quelli rimasti c’era Owanlengba, che si è mostrato particolarmente infastidito dal controllo. L’uomo tra l’altro non rispondeva alle domande relative alla sua identificazione e ai poliziotti è sembrato che nascondesse qualcosa in bocca.
Il sospetto si è fatto ancora più concreto quando l’uomo ha provato a bere una bottiglia di birra senza riuscirci. A quel punto il 33enne è scappato verso piazzale dei Giochi dove però ha incontrato un’altra pattuglia. Nella sua furia l’uomo ha travolto gli agenti facendoli cadere a terra. Riporteranno ferite con prognosi di 3 e 8 giorni. Alla fine l’uomo viene bloccato e arrestato in flagranza per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
In tutto questo Owanlengba teneva ancora la bocca serrata. All’arrivo in questura è stato sottoposto ai rilievi dattiloscopici e a perquisizione, ma non gli è stato trovato nulla. Ma in quei frangenti l’uomo si mostrava molto agitato e sudava copiosamente. Alla fine ha ammesso di aver ingerito una dose di marijuana. A quel punto è stata chiamata un’ambulanza per trasportarlo in ospedale. Anche qui gli esami non hanno evidenziato nulla. Così il 33enne è stato dimesso e, su disposizione della pm di turno Ombretta Volta, trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa della convalida dell’arresto e della direttissima, che si è tenuta ieri mattina.
Dopo la convalida dell’arresto il giudice Marco Peraro ha condannato l’uomo, difeso dall’avvocato Filippo Sabbatani, in patteggiamento a sei mesi.
Owanlengba aveva precedenti specifici, tra cui sei condanne passate in giudicato (compresa quella seguita all’operazione Wall Street), motivo per cui la pm in udienza, Stefania Borro, ha chiesto come misura l’obbligo di firma, che non è stato concesso.
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