Hanno colpito in branco, a caso, scegliendo come vittima un giovane in bici che stava rientrando a casa da solo, in sella alla sua bicicletta. Gli hanno sbarrato la strada in zona Gad, in via Belvedere, impedendogli di proseguire, per poi accerchiarlo, colpirlo ripetutamente a suon di pugni e calci e derubarlo dello smartphone, della cintura dei pantaloni e delle chiavi di casa. Grazie alla descrizione fornita dalla vittima la Squadra Mobile di Ferrara, con l’ausilio della Squadra Mobile di Novara, ha individuato le sei persone responsabili dell’aggressione, tutte di giovane età fra cui anche due minorenni e tutte residenti in provincia di Novara.
Per i quattro maggiorenni, tutti a cavallo dei 20 anni, è stata emessa dal gip del tribunale di Ferrara un’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’obbligo di dimora (eseguita dagli agenti della Mobile di Ferrara), mentre per i due minorenni procede separatamente il tribunale dei minori di Bologna. Per l’intero gruppo l’accusa riguarda i reati di rapina e lesioni aggravate in concorso.
L’episodio si è verificato a fine luglio in tarda serata. Il gruppo degli aggressori, composto da italiani e da alcuni stranieri residenti nel Novarese, nessuno con precedenti, ha deciso di passare all’azione dopo aver individuato un giovane in bici, praticamente loro coetaneo (si tratta di un ragazzo residente a Ferrara per motivi di studio). La vittima si è vista la strada sbarrata dal gruppo e non ha potuto fare altro che arrestare la marcia. A quel punto gli è stato sferrato un pugno in un occhio che lo ha fatto rovinare a terra, dove è stato poi colpito con calci e pugni e derubato, non senza aver ricevuto anche minacce e intimidazioni.
La vittima dopo l’aggressione è riuscita a trovare riparo presso l’abitazione di un suo amico, consentendo così l’intervento dei sanitari che gli hanno prestato le prime cure. Il ragazzo è stato successivamente trasportato all’ospedale di Cona per sottoporsi a più approfonditi accertamenti medici, che gli hanno riscontrato un trauma cranico e una contusione oculare.
Soltanto poche ore dopo una Volante della Questura di Ferrara ha identificato, non lontano dal luogo dell’avvenuta aggressione, un gruppo di giovani corrispondenti alle descrizioni fornite dalla vittima e, durante le fasi del controllo, due di loro sono stati trovati in possesso dello smartphone e della cintura precedentemente rubati, mentre non sono state più rinvenute le chiavi dell’abitazione.
Sulla base dei primi elementi la Squadra Mobile di Ferrara ha svolto un’attività investigativa coordinata dalla locale Procura della Repubblica, attraverso la raccolta di testimonianze (quelle dell’amico da cui la vittima ha trovato rifugio) e riconoscimenti fotografici, che hanno quindi permesso di ricostruire la dinamica dell’accaduto e delineare un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati. Pertanto alla luce delle risultanze complessivamente emerse, la Squadra Mobile ha eseguito l’ordinanza con la quale il gip presso il tribunale di Ferrara ha applicato ai quattro indagati maggiorenni l’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza.
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