Fiscaglia
15 Luglio 2023
I fatti risalgono al 2 dicembre scorso, quando l'uomo aveva cercato di prendere le difese di una ragazza che stava litigando col proprio fidanzato. Ora le operazioni peritali dovranno dire se si è trattato o meno di tentato omicidio

Accoltellato alla schiena, il gup dispone una perizia. La vittima: “Spero venga fatta giustizia”

di Davide Soattin | 3 min

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Fiscaglia. Ci sarà bisogno di una perizia per stabilire se quello che si consumò a Migliarino, lo scorso dicembre, fu o meno un tentato omicidio. È quanto ha disposto ieri (venerdì 14 luglio) il giudice per l’udienza preliminare Carlo Negri del tribunale di Ferrara, per quanto successe la sera del 2 dicembre scorso, quando un 31enne originario di Codigoro avrebbe accoltellato un 47enne del posto, causandogli gravi ferite da taglio, a tal punto da renderne necessario il trasferimento con l’eliambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna, dove venne sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza e poi ricoverato.

Stando a quanto si apprende, la vittima sarebbe intervenuta per sedare una lite al bar tra due fidanzati, riuscendo a portare via la ragazza insieme a un’altra sua amica dopo averne preso le difese. Nel tragitto però i tre vennero inseguiti dal presunto aggressore che, dopo una breve colluttazione con il 47enne, come da lui raccontato, lo aggredì frontalmente e, dopo averlo abbracciato, gli avrebbe poi anche piantato il coltello nella schiena.

Giunti sul luogo del fatto, i carabinieri, coordinati dalla Procura di Ferrara, avviarono subito le indagini che, in poche ore, consentirono di rintracciare il presunto autore, un 31enne che si era dato alla fuga subito dopo l’accoltellamento. I militari ritrovarono e sequestrato il coltello presumibilmente utilizzato per sferrare i violenti fendenti alla vittima.

E proprio su quest’ultimi ora si gioca tutto il procedimento, con l’avvocato Pasquale Longobucco, difensore del presunto autore della violenta aggressione, che ieri (14 luglio ha avanzato richiesta di rito abbreviato condizionato, all’acquisizione della propria consulenza. Già in fase cautelare infatti, l’avvocato difensore del 31enne aveva nominato come consulente il professor Francesco Maria Avato, depositando due relazioni in cui veniva evidenziato come le modalità di aggressione non costituissero un concreto rischio per la vita della vittima. Lo stesso fece il consulente nominato dal pm Ciro Alberto Savino, il cui studio però portò a esiti totalmente diversi. Da qui, la decisione del giudice – in presenza di due consulenze differenti – di far effettuare una perizia, nominando come perito il professor Mariano Cingolani dell’Università di Macerata, per capire se effettivamente le lesioni riportate dal 47enne fossero tali da metterne a repentaglio la vita.

Le operazioni peritali inizieranno il 12 settembre, mentre la prossima udienza sarà fissata per il 19 dicembre, quando il perito sarà chiamato in aula a relazionare sugli esiti del proprio lavoro. Il 16 gennaio poi si dovrebbe invece procedere con la discussione.

La persona aggredita – che fuori dall’aula ha detto di aspettarsi “che venga fatta giustizia, se esiste” – si è costituita parte civile tramite il suo avvocato Giuseppe Incandela. Dal canto suo, invece, l’uomo che ora è accusato di tentato omicidio non ha alcuna misura restrittiva, se non il divieto di avvicinamento alla persona offesa.

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