Spal
13 Luglio 2023
Il nuovo allenatore ha già le idee chiare: "Dovremo essere un blocco unico. Per vincere in Serie C, ci dovremo far trovare tutti pronti a sporcarci le mani, preparandoci a ogni battaglia"

Spal, Di Carlo vuole entusiasmo e una squadra operaia: “Qui per costruire un ciclo”

di Davide Soattin | 5 min

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(foto Giori/Rubin)

L’obiettivo è quello di “riaprire un ciclo” sulla panchina biancazzurra. È forse questo il passaggio più importante che si è potuto cogliere dalle prime parole di Domenico Di Carlo come nuovo allenatore della Spal, un club “che ha una storia importante – ha proseguito – e che deve avere ambizioni altissime” a partire dal prossimo campionato di Serie C, dove sarà la “squadra da battere insieme ad altre altre tre o quattro”.

“Oggi – ha esordito – è un giorno di ripartenza per tutti. Insieme al direttore Fusco e alla società cercheremo di riaccendere l’entusiasmo dell’ambiente e di chi lavora per la Spal. Lo stesso entusiasmo che ho trovato nella dirigenza e che mi ha convinto a dire di sì quando mi hanno chiamato. Qui c’è un gran senso di responsabilità e di serietà, qualità che per me sono il mio pane quotidiano“.

Di Carlo ha già le idee chiare: “Il gioco sarà la cosa più importante, perché è in esso che i giocatori, la società e i tifosi dovranno trovarcisi e identificarsi, trovando le motivazioni necessarie. Ci dovremo far trovare tutti pronti a sporcarci le mani, preparandoci a ogni battaglia. La Serie C è un campionato difficile e per affrontarlo serve un gruppo duttile e granitico. Dovremo essere un unico blocco“.

E, a proposito di quella fiammella della passione biancazzurra da riaccendere, ha aggiunto: “L’entusiasmo a cui mi riferisco si riaccende con la volontà e con la passione, ma anche trovando giocatori che incarnino l’imprevedibilità a livello offensivo o la solidità difensiva, perché i campionati si vincono con venticinque vittorie e massimo tre sconfitte e contro di noi tutte daranno il 110%. A me piace trovare la giusta alchimia“.

“Quest’anno – ha sottolineato – deve cambiare tutto. In questo stadio bisogna giocare per vincere, sempre. Bisogna trovare quella mentalità che fino al 95esimo ci porti a battagliare, qualsiasi sia la squadra che abbiamo contro, qualsiasi sia la categoria. La maglia della Spal va sudata e rispettata perché siamo professionisti e perché qui bisogna andare forte. Mi devo concentrare sul campo e creare uno spirito che sia nuovo, che sia diverso, portando quella professionalità che serve per raggiungere i risultati. Sarà un percorso lungo, al di là del girone in cui verremo inseriti, e servirà pazienza perché l’80% delle retrocesse in C non sono mai riuscite a salire subito, ma se costruiremo una mentalità vincente, ci credo”.

Tanti saranno i giovani della Primavera che saliranno con la squadra in ritiro, così come i giocatori della passata stagione: “Il settore giovanile ha lavorato molto bene, conosco Grieco e con lui mi confronterò per quelli che ci seguiranno, ma porterò con me diversi ragazzi da conoscere il più possibile, senza caricarli di responsabilità. Se un giovane è bravo, gioca. Non guardiamo alla carta d’identità. Quanto ai reduci dello scorso campionato, non posso dire altro che sono incappati in una stagione negativa. Parlerò chiaro e diretto con loro, ma se sei in ritiro con noi ti alleni. Poi alla società spetterà prendere valutazioni”.

C’è stato anche spazio per parlare con Di Carlo di mercato e così, mentre il nome caldissimo è quello di Matteo Bruscagin, ex Latina e Pordenone, la Spal si appresta a ufficializzare Antenucci: “Stiamo parlando di un giocatore che ha un grandissimo legame con la città, che ha valori umani e tecnici eccezionali e in questi casi l’età non conta, non si discute. Poi per il resto sono in piena sintonia e fiducia con il direttore. A lui dico le caratteristiche che mi servono e poi eventualmente ci confrontiamo. L’idea è quella di giocare con la difesa a quattro, tre centrocampisti e poi davanti dipenda da quello che riusciremo a trovare, ma di sicuro mi piacerebbe avere giocatori duttili“.

Il nuovo allenatore biancazzurro ha raccontato anche come è nata la trattativa per arrivare a Ferrara: “Quando ho parlato col presidente ho cercato di farlo in inglese, ma l’ho convinto di più con l’italiano (ride, ndr). Questa piazza era da anni che la inseguivo. Qualche aneddoto legato alla Spal? Un anno dominammo e perdemmo 2-1 quando ero allo Spezia, ma un vostro gol era in fuorigioco. Mentre il terzo anno a Vicenza, in Serie B, mi hanno esonerato dopo avervi incontrato qui. Ma lo ero già dalla prima giornata”.

Ad aggiungere qualche dettaglio sul corteggiamento prima della firma è stato lo stesso direttore tecnico Filippo Fusco: “Sono felice e orgoglioso. Di Carlo ha dimostrato di avere quelle caratteristiche che chiedevo durante la mia presentazione, cioè determinazione, coraggio, serietà e passione. Tra noi c’è la massima stima e fiducia, stiamo già cercando di fare il massimo. Mimmo è stato da sempre il primissimo obiettivo, sinceramente ero anche un po’ timoroso visto il suo curriculum ma ho ricevuto sin da subito un’apertura clamorosa. Non abbiamo mai parlato di soldi o di durata contrattuale: c’è sempre stata solo la sua volontà decisa di allenare la Spal con entusiasmo ed equilibri. Pensate che quando ci siamo visti la prima volta avevamo appuntamento alle 15. Io sono arrivato un quarto d’ora prima e lui era già lì. Si è pure fatto il viaggio e ha pagato il conto del bar (ride, ndr)”.

Domani, giovedì 13 luglio, alle ore 18, al centro sportivo di via Copparo, Di Carlo dirigerà il primo allenamento. Insieme a lui anche il suo staff tecnico: il suo vice Davide Mezzanotti, il collaboratore tecnico e match-analyst Martino Sofia, il preparatore dei portieri Cristiano Scalabrelli, il preparatore atletico Lorenzo Riela e gli storici collaboratori Emanuele Tononi e Carlo Voltolini.

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