Cronaca
12 Luglio 2023
Nessuna condanna per i fatti del 10 agosto 2018, quando circa 80 persone sfilarono da pizza Travaglio a piazza Savonarola per la cerimonia di presentazione della squadra. L'avvocato Ferrari: "Ora chiediamo la cancellazione dei daspo"

Corteo non autorizzato. Tutti assolti i cinque tifosi della Spal

di Davide Soattin | 2 min

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Tutti assolti con formula piena i cinque tifosi della Spal, accusati a vario titolo per i fatti del 10 agosto 2018, quando organizzarono un corteo da piazza Travaglio a piazza Savonarola di circa 80 persone per la presentazione della squadra, che – secondo l’accusa – non sarebbe stato annunciato tempestivamente alla questura di Ferrara.

Nello specifico, a due di loro, veniva contestato il reato di manifestazione non autorizzata, per cui nella precedente udienza di martedì 16 maggio, la Procura aveva chiesto la condanna a 3 mesi e al pagamento di 200 euro di ammenda, mentre per gli altri tre – accusati per il lancio di fumogeni – il pm Isabella Cavallari aveva già avanzato richiesta di assoluzione.

A tutti e cinque, inoltre, veniva anche contestato il reato di interruzione di pubblico servizio perché, nello sfilare in corteo lungo corso Porta Reno, avrebbero ostacolato la viabilità e impedito il passaggio di due autobus del trasporto pubblico, causando tredici minuti di ritardo. Per questo fatto, la pena chiesta dall’accusa era stata di 6 mesi.

La sentenza letta ieri (11 luglio) dal giudice Sandra Lepore ha però assolto tutti e cinque gli imputati – difesi dagli avvocati Andrea Ferrari e Filippo Sabbatani – da tutti i reati a loro contestati.

Al termine dell’udienza, fuori dall’aula, l’avvocato Andrea Ferrari ha commentato così l’assoluzione dei suoi assistiti: “Dopo cinque anni, oggi è arrivata la parola fine. C’è soddisfazione, visto l’esito del processo, ma anche amarezza perché l’assoluzione piena non cancella quello che gli imputati hanno dovuto subire a livello amministrativo, essendo stati colpiti da daspo, che hanno già scontato ma che resta come precedente di polizia. In tal senso vedremo come rimediare a questa situazione, magari chiedendo la cancellazione del provvedimento che sennò rischia di rimanere in maniera indelebile come macchia di un fatto per cui non sono stati condannati, ma assolti”.

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