Resta agli arresti domiciliari Carmen Salvatore, la dottoressa accusata corruzione, falso, furto, introduzione di un telefonino in carcere e anche di spaccio di medicinali, nonché di hashish all’interno della casa circondariale di via Arginone, al termine di una corposa indagine condotta dal comando della Polizia penitenziaria di Ferrara insieme al Nir e al Nucleo investigativo regionale.
A deciderlo è stato il tribunale del riesame, confermando quanto inizialmente aveva chiesto il pm Ciro Alberto Savino, che ha già avanzato richiesta di rinvio a giudizio nei confronti della donna, con l’udienza preliminare fissata per il 14 settembre.
L’indagine ha riguardato un periodo che va dal settembre del 2021 al marzo del 2022 e si è avvalsa del supporto anche d’intercettazioni ambientali e telefoniche e pedinamenti all’esterno.
Secondo gli inquirenti, in cambio di duecentomila euro che un detenuto avrebbe dovuto corrisponderle, Salvatore si sarebbe adoperata per far ottenere a un ristretto di giovane età l’incompatibilità col regime carcerario. Il tutto certificando falsamente intenti suicidari e somministrandogli farmaci in modo da cagionargli malori e sintomi nonché predisponendo una falsa certificazione medica di richiesta urgente di visita al Pronto soccorso per un tentativo di suicidio dello stesso. In altre occasioni, e con altri detenuti, avrebbe compilato false richieste d’invio urgente al Pronto soccorso, attestando sintomi e necessità di ricovero in ospedale in realtà inesistenti, oppure avrebbe istigato i detenuti a simulare malori in modo da indurre in errore altri medici del servizio sanitario carcerario
Alla dottoressa è contestato anche di aver sottratto dall’infermeria dell’Ausl circa 240 compresse di benzodiazepine e antiepilettici e di averle cedute a un detenuto, senza ovviamente che vi fossero prescrizioni mediche a supporto. Lo stesso meccanismo si sarebbe verificato anche per altri farmaci oppioidi analgesici. In un’altra occasione si sarebbe anche adoperata per acquistare un etto di hascisc da consegnare a detenuti all’interno dell’Arginone.
Nei primi mesi del 2022, infine, avrebbe anche introdotto un telefono cellulare in carcere e lo avrebbe consegnato a un ristretto. Avrebbe tentato anche di fare il bis, ma senza successo perché nel frattempo venne sottoposta ai primi domiciliari.
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