Coppia trovata morta in casa. Si esclude l’omicidio
Erano tre giorni che i vicini non li vedevano entrare o uscire di casa, Nemmeno sentivano rumori provenire dal loro appartamenti.. E così si sono decisi a chiamare il 112
Erano tre giorni che i vicini non li vedevano entrare o uscire di casa, Nemmeno sentivano rumori provenire dal loro appartamenti.. E così si sono decisi a chiamare il 112
L'uomo, residente a Modena, si trovava al Bagno Oasi con moglie e figlia. Nonostante i tempestivi soccorsi di bagnini e 118 per lui non c'è stato nulla da fare
Il sessantenne, titolare della Emmezeta Impianti e conosciuto dagli amici come "Gnegno", ha perso la vita in un incidente con un'auto nel territorio di Camugnano sabato 30 maggio
L'incidente nel pomeriggio di sabato 29 maggio a Bargi-Pianacci, nel comune di Camugnano. Inutili i soccorsi, ferito lievemente il conducente dell'auto coinvolta
Avrebbe ucciso la moglie impugnando un coltello, Vladimiro Lombardi, il 52enne ferrarese fermato per il femminicidio della 50enne Samanta Zironi, trovata senza vita all'interno della loro abitazione, un appartamento al primo piano di un condominio Acer al civico 25 di via Stefano Gatti Casazza, al Barco

L’immagine di copertina del gruppo I Pinguini estensi
Una somma per risarcire e una lettera per scusarsi. È quanto ieri, lunedì 12 giugno, davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Ferrara, hanno deciso di versare e di inviare tre degli otto amministratori appartenenti al gruppo dei Pinguini Estensi, il gruppo Facebook creato nel novembre 2019 in reazione a quello delle Sardine, in vista delle imminenti elezioni regionali per far da spalla social alla Lega.
A intraprendere questa scelta sono stati Sergio Tracchi, Paola Romani e Paolo Pennini, mentre i restanti cinque, ovvero Stefano Giglioli, Alberto Ferretti, Arianna Pocaterra, Raffaella Breveglieri e Stefano Mezzetti, hanno deciso di proseguire col rito abbreviato. A tutti e otto, la Procura della Repubblica di Ferrara – pm Isabella Cavallari – contesta il reato diffamazione aggravata dalla diffusione attraverso i social e dal concorso.
Un’accusa, quella nei loro confronti, che si è configurata dal momento che, in quanto amministratori di un gruppo che aveva raggiunto la cifra cospicua di 4936 membri, avrebbero reiteratamente e consapevolmente omesso di esercitare il proprio potere/dovere di prevenire comportamenti diffamatori e offensivi a opera degli iscritti, facendoli così diventare propri.
E, di fronte a commenti palesemente offensivi, non si sono adoperati per cancellare i post pubblicati nel gruppo dal dicembre 2019 al gennaio 2020, quando il vaso di pandora venne scoperchiato da una inchiesta di Estense.com.
In totale, i post incriminati – frasi ritenute offensive nei confronti dei familiari di Stefano Cucchi e dell’avvocato Fabio Anselmo – sono 51, scritti in gran parte da persone ferraresi, diverse delle quali già a giudizio, sempre per diffamazione aggravata dal mezzo stampa. A questo proposito, anche in questo caso, ieri, per alcuni ci sono state remissioni di querela dietro risarcimento e lettera di scuse, mentre le posizioni dei restanti quattro sono state stralciate e andranno avanti con rito ordinario.
Il giudice ha rinviato al 13 novembre.
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