Copparo. Una soap opera. Così il capgruppo del Pd in consiglio comunale a Copparo, Enrico Bassi, bolla le paroile del sindaco Pagnoni per giustificare la chiusura del nido.
Quella che si è verificata martedì 9 maggio alla sezione Lattanti del nido d’infanzia Gramsci sarebbe secondo l’amministrazione “una situazione emergenziale, dovuta all’improvvisa e contemporanea assenza di tutto il personale educativo di sezione e di quello solitamente attivato in caso di necessità”.
“Speriamo che il sindaco non creda davvero alle dichiarazioni che ha accampato sulla chiusura della sezioni lattanti, e che si sia lasciato trascinare solo da esigenze comunicative” ribatte Bassi, “perché un conto sono le favole della sua personale campagna elettorale, a cui i servizi scolastici devono essere lasciati estranei. Un altro sono le esigenze delle famiglie copparesi che vanno incontro a problemi di organizzazione dei servizi comunali che, come consiglieri, segnaliamo da tempo. Purtroppo trovando amministratori spesso disinteressati a ricercare soluzioni”.
“Se il primo cittadino riesce a sostenere che le mancate sostituzioni del personale in malattia sono un modo per tutelare i bambini, oltre a rimanere a bocca aperta, siamo francamente preoccupati prosegue il dem -. Questa é una narrazione che si avvicina alla sceneggiatura di una soap opera più che a una valida argomentazione amministrativa”.
“Un episodio del genere, infatti, non era mai successo prima ed é necessario che non si ripeta più – rimarca il capogruppo -. Perché ciò sia possibile deve esserci un’organizzazione del servizio strutturata in modo tale da permetterne la continuità. Il Nido e gli altri servizi rivolti all’infanzia sono fondamentali per le famiglie, composte da genitori che non possono essere lasciati esposti alle personalissime suggestioni di un sindaco che oltre a dimostrare di non poter garantire il servizio in momenti in cui si verificano episodi normali come quelli della malattia del personale, ha addirittura il coraggio di dire che chiude la sezione per il “bene dei loro figli””.
Bassi chiede quindi a Pagnoni di andare in consiglio comunale “a spiegare cosa sta succedendo, e dire perché il Comune non é in grado di garantire un’organizzazione di base di quel servizio. Perché le sostituzioni, da sempre, attengono al piano della gestione ordinaria, non sono calamitá naturali. Successivamente riteniamo necessario discutere subito di quali azioni il Comune debba intraprendere”.
“Quanto successo martedì scorso non si spiega – conclude – e non può essere chiuso con una dichiarazione alla stampa dai toni surreali”.
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