Dramma sfiorato a Logonovo, corsa contro il tempo per madre e figlia
Doppio salvataggio nella spiaggia libera a Lido degli Estensi. Decisivo l’intervento di un bagnino e di alcuni bagnanti, poi l’arrivo dell’elisoccorso
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Lo scontro con un furgone intorno alle 15 a Mesola. Sul posto ambulanza ed elisoccorso, traffico bloccato in entrambe le direzioni
Tapas bar, ristorantino, caffetteria e gentilezza del personale sono molto apprezzati dai clienti, come testimoniano le numerose ed entusiastiche recensioni. Il problema è quando si va a pagare. E non per i prezzi, ma per... lo scontrino.
Nei soli quindici giorni successivi all'introduzione dell'obbligo assicurativo, dal 16 al 31 luglio 2026, sono state accertate 11 violazioni per la mancanza della polizza. A queste si aggiungono 12 verbali per l'assenza del contrassegno identificativo
Nel corso di un controllo dei Carabinieri all'esterno di un esercizio pubblico del centro di Mesola, venerdì sera, è stata notata una persona – un 40enne già noto alle forze dell'ordine -, il cui atteggiamento ha insospettito i militari
Resterà nel carcere di via Arginone, Giacomo Bovolenta, il 27enne che nella serata di venerdì 24 marzo avrebbe tentato di uccidere un suo amico, il 28enne Davide Menegatti con il dardo di una balestra e un machete.
Ieri infatti, lunedì 27 marzo, in tribunale a Ferrara, si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice per le indagini preliminari Silvia Marini, con cui è stata confermata la custodia cautelare in cella, nonostante la richiesta di domiciliari avanzata dal suo legale, l’avvocato Giuseppe Stefani.
Bovolenta – come raccontato dal suo difensore – ha parlato per un’ora e ha fornito la propria versione dei fatti, spiegando di “aver agito d’impulso” nel momento in cui ha colpito al collo la vittima, senza “mai aver pensato di volerlo uccidere“.
Quanto invece al successivo utilizzo del machete, l’aggressore ha raccontato di averlo impugnato dopo aver visto che Menegatti – appena colpito dal dardo – stava tornando indietro per “affrontarlo con fare aggressivo, decidendo così di difendersi“.
Durante l’ora di interrogatorio è stato poi affrontato anche il tema legato alla quantità di sostanze stupefacenti (1,3 kg di marijuana e 8 etti di hashish, ndr) ritrovate nell’abitazione del ragazzo che, secondo il proprio legale, non sarebbero addebitali a lui.
Intanto, resta in ospedale, ma non in un reparto intensivo, Davide Menegatti. Le sue condizioni, apparse sin da subito abbastanza gravi, si sono ristabilite ed è fuori pericolo. Se la dovrebbe cavare con una prognosi di trenta giorni.
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