di Lucia Bianchini
È in occasione dei 99 anni dell’artista Carlo Guarienti che si è stata inaugurata la mostra a lui dedicata, ‘Carlo Guarienti. La realtà del sogno’, visibile al Castello Estense fino al 22 gennaio 2023.
L’esposizione, nata da un’idea di Vittorio Sgarbi e curata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara, presenta al pubblico oltre cento opere, tra dipinti e sculture, attraverso le quali viene indagato l’ampio e articolato percorso dell’artista.
“Faccio mia una frase di Carlo Guarienti – afferma Pietro di Natale, curatore della mostra insieme a Vasilij Gusella e Stefano Sbarbaro – ‘Un’opera non deve essere spiegata. Va osservata, ammirata, vissuta. Coloro che cercano di parlare delle loro opere, che pretendono di spiegarle, non sono artisti, ma raccontano storie’, si evince che l’arte per Guarienti è pura creazione, e non deve per forza essere spiegata: davanti alle Dolomiti o a un albero secolare non cerchiamo di spiegarli, li contempliamo. La contemplazione è quindi l’atteggiamento migliore per approcciarsi all’opera di Guarienti, l’idea è lasciarsi travolgere dalla potenza evocativa di queste creazioni, che sfuggono a ogni tentativo di essere inserite in categorie. Ci troviamo davanti a una creazione eterogenea che porta con sé significati ampi e profondi”.
“Questa mostra – racconta Stefano Sbarbaro – idealmente si lega con quella chiusa cinque giorni fa al Mart di Rovereto dedicata ai pittori moderni della realtà. Guarienti partecipò alle mostre di questi quadri con un solo quadro, ma che fu notato da tutti i giornalisti e gli studiosi”.
Sbarbaro racconta poi un piccolo aneddoto: “Le mostre nascono da ossessioni profonde, la mia è verso il San Girolamo di Guarienti, quadro misterioso che secondo me nasconde storie, una cultura straordinaria e grande capacità tecnica. Non capivo come un ragazzo di 23 anni potesse realizzare un quadro di tale bellezza. Credo che non esista nessun altro artista che si sia presentato con un quadro d’esordio con questa straordinaria potenza evocativa. Ho cercato questo quadro ovunque e l’ho trovato infine alla fondazione Cavallini Sgarbi”.
“Carlo Guarienti – racconta Vittorio Sgarbi – ha affiancato i pittori che tentarono l’ultima resistenza. Dopo il fascismo cambiano molte cose e anche l’arte, ma perché deve cambiare la pittura? Ci sono quindi un gruppo di resistenti in trincea che resistono per quello che sembra il passato, ma l’arte non è mai il passato, una parola che la politica guarda con sospetto, ‘conservatore’, è solenne e sovrana quando si parla di arte, positiva. La pittura è sempre conservazione, il Rinascimento fa rinascere l’antico, il Neoclassico il Rinascimento e l’antico, quindi questi artisti volevano dipingere la realtà. Il San Girolamo è moderno, ma poteva essere considerato sorpassato”.
Non manca una piccola polemica: “Non se ne può più che si parli di una parte politica giusta, la parte giusta è quella della bellezza. E da molto tempo, purtroppo non da ministro, a Rovereto, Sutri, Urbino, Ferrara, Viterbo, ho occupato l’Italia per fare una mostra di Julius Evola, ma non si può perché è fascista, mentre si sono valorizzati autori comunisti pessimi, un modesto Guttuso bravo solo perché comunista”.
A rappresentare l’Amministrazione comunale è Marco Gulinelli, assessore alla Cultura: “Ringrazio Carlo Guarienti, che è qui con noi, accompagnato dalla sua famiglia, nel giorno del suo novantanovesimo compleanno. Gabriele d’Annunzio diceva ‘Ama il tuo sogno se pur ti tormenta’, e faccio mia questa frase, aggiungendo che i sogni comportano fatica, ansie, ma bisogna amarli, perché è l’unico modo di realizzarli, e il mio sogno più grande oggi è lavorare per la mia città, per la sua bellezza, e altri con me, in un lavoro faticoso ma esaltante, stando dietro le quinte e cercando di facilitare chi le mostre le realizza, per rendere le cose più fluide”.
La mostra sarà visibile dal 29 ottobre al 22 gennaio 2023, dalle 10 alle 18 tutti i giorni tranne il martedì. Per prenotazioni: https://www.comune.fe.it/prenotazionemusei.
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