Il 15 ottobre Mediterranea Saving Humans ha indetto una giornata di mobilitazioni contro il Memorandum Italia-Libia siglato dal governo Gentiloni nel 2017.
“Dalla stipula dell’accordo – ricorda l’Equipaggio di terra di Ferrara dell’associazione -, in conseguenza della fine delle operazioni di soccorso della Marina italiana sono morti in mare (fino al 2021) 8.000 esseri umani, 4 al giorno. Il patto fra l’Italia e il governo di Tripoli ha consentito in questi anni, in violazione alle norme internazionali, la riconsegna forzata alla marina militare libica di 82.000 rifugiati che cercavano di attraversare il Mediterraneo, grazie alle coordinate fornite dall’agenzia di frontiera europea Frontex; la loro reclusione in “luoghi di detenzione”, veri e propri lager dove si praticano tortura, estorsione, stupro e omicidio, come attestato dall’Alto Commissario Onu per i diritti umani Zeid Raad Al Hussein”, che definì l’accordo “un oltraggio alla coscienza dell’umanità” a fronte delle testimonianze degli osservatori ONU, che testimoniavano “migliaia di uomini denutriti e traumatizzati, donne e bambini ammassati gli uni sugli altri, rinchiusi dentro capannoni senza la possibilità di accedere ai servizi basilari”.
Il finanziamento della marina libica, che gestisce il traffico di esseri umani ed è il principale artefice dello scafismo, sia in denaro che in fornitura di navi è costato, continua l’associazione umanitaria, finora 968 milioni di euro. “Questo accordo, che vede in solidale complicità tutti i governi succedutisi dal 2017 ad oggi, sarà rinnovato il prossimo 2 novembre per altri tre anni, consolidando una politica che lo stesso Papa ha definito “schifosa, peccaminosa, criminale”. Il 15 ottobre diciamo basta finanziamenti dell’Unione Europea alla cosiddetta guardia costiera libica, basta morti nel Mediterraneo; manifestiamo per la liberazione di tutte le persone migranti detenute e la chiusura di tutti i centri di detenzione, per l’evacuazione di tutte le persone in movimento dalla Libia verso un paese sicuro dell’UE”.
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