
(foto Fiorentini)
Lo si diceva alla fine dello scorso campionato, e ieri (venerdì 12 agosto) se n’è avuta la conferma. Quella di quest’anno sarà la vera Spal di Joe Tacopina e la conferenza di inizio stagione del numero uno biancazzurro sembrerebbe andare proprio in questa direzione.
“Oggi – esordisce il presidente – possiamo dire di avere un gruppo diverso rispetto allo scorso anno, sotto molti aspetti. Quando io e Fabio (Lupo, ndr) ci siamo seduti prima dell’inizio del calciomercato, non ci siamo soffermati sui nomi, ma sulle caratteristiche mentali e caratteriali dei giocatori che avremmo voluto in squadra. Così abbiamo anche stabilito una nuova regola: qui non vogliamo primedonne“.
E i primi effetti di questa volontà si sono già visti nel ritiro di Mezzana: “Ho visto un gruppo coeso, dove i ragazzi scherzavano e stavano insieme anche al di fuori degli allenamenti. Spesso succede che molti si rinchiudano in camera e giochino con la Playstation, ma questo non è successo. Anzi, hanno condiviso momenti e stanno creando unità, ogni giorno sempre di più”.
Per Tacopina sarà fondamentale avere il giusto atteggiamento in campo: “Ho speso molto tempo per parlare di ciò con staff tecnico e calciatori perché voglio vedere concentrati i loro sforzi su cose che possono controllare, come l’approccio e l’attitudine personale che, se affrontate nel migliore dei modi, possono fare davvero la differenza. Così facendo, non dovranno preoccuparsi dei risultati. Quelli verranno da sé. A me non interessa la vittoria, ma l’atteggiamento con cui si va in campo. E posso dire di essere molto orgoglioso di quello che sto vedendo. Abbiamo imboccato i binari giusti”.
Nonostante ciò, non è ancora tempo di parlare pubblicamente di obiettivi: “Ce li abbiamo e sono davvero ambiziosi, ma li teniamo per noi perché dobbiamo concentrarci, senza perdere energie e stando tranquilli. Noi siamo consapevoli delle nostre possibilità. Le persone scopriranno ben presto a cosa porteranno i nostri sforzi, che renderanno chiaro dove vogliamo arrivare. Non dobbiamo essere ossessionati dal risultato, anche se voi (si riferisce ai giornalisti, ndr) siete ossessionati dalle griglie di partenza. Siamo in una buona posizione, abbiamo La Mantia e Moncini, due nomi su tutti che già dicono quali siano le ambizioni, e il mercato di Lupo è da voto undici (ride, ndr)”.
Certo, sotto questo aspetto tanto è già stato fatto, ma non si escludono altri colpi. L’imperativo ora però è vendere: “Al momento c’è la necessità di sfoltire la rosa, perché Venturato ha chiesto di non avere più di 28-30 giocatori da allenare. Il nostro obiettivo sarà quindi quello. Per il resto, dico che abbiamo fatto un ottimo mercato. Adesso serve attendere, senza comprare tanto per fare, ma muovendosi con intelligenza per gestire al meglio le occasioni che ci aspettano. Se si presenterà l’affare, lo faremo“.
Il tema cessioni diviene il pretesto per parlare di Viviani (accostato al Brescia nelle ultime ore) e di Dickmann, ma anche dei possibili innesti Proia e Fiamozzi: “Federico è un nostro giocatore, un leader. Nel calcio non si può mai dire mai su tutto, ma per ora non abbiamo nessuna intenzione di lasciarlo andare e non c’è stato nessun interessamento. Solo rumors. Lo stesso vale per Lorenzo, che vuole rimanere qui e giocare con noi. Non c’è motivo di pensare a un suo addio. I due obiettivi? Se ci sarà l’occasione, non ce la faremo sfuggire. Ma prima serve vendere”.
Verso ottobre dovrebbe poi tornare anche Pepito Rossi: “Vuole fortemente la Spal e penso sia solo una questione di tempo per via del recupero dal suo infortunio. Ci siamo sentiti l’altra sera per telefono dopo la vittoria in Coppa Italia ed era felicissimo. Anche lui è un grandissimo leader, oltre che una delle ragioni per cui siamo rimasti in Serie B lo scorso anno. Ha davvero una grande volontà di tornare in biancazzurro. Siamo molto legati. Ci darà una mano”.
Alla Spal, salvo sorprese, resteranno anche Esposito e Murgia: “Di Salvatore basta guardare l’atteggiamento di Empoli. Ci sono state davvero molte chiacchiere sul fatto che lui potesse andare in Serie A, ma siamo molto contenti che rimanga qui perché è un patrimonio importante. Devo dire grazie a Lupo e ai suoi collaboratori per quello che hanno saputo trasmettergli in questi mesi. Stesso identico discorso per Alessandro, che ha un grande talento. Sta lavorando bene e sono molto soddisfatto di come si stia nuovamente ambientando con la tifoseria e la piazza”.
A proposito di tifosi, c’è stato spazio anche per parlare dei 4.308 abbonamenti staccati al termine della campagna di sottoscrizione: “Qui i tifosi sono il dodicesimo uomo in campo e sono felice. Avremmo potuto fare meglio, ma è un mio difetto quello di pensare sempre in grande. Mi devo dire davvero molto soddisfatto del risultato raggiunto, mentre un po’ meno per gli sponsor. Ma ci sono margini di crescita e lavoreremo per farlo. I tifosi sono fantastici e sono una parte fondamentale. Mi piacerebbe avere uno stadio sempre pieno, ma già questo zoccolo duro ci aiuterà tanto e ci saprà dare delle soddisfazioni“.
Già dalla gara contro la Reggina, che segnerà il debutto dei biancazzurri nel nuovo campionato di Serie B: “È un club come tanti altri, come lo sono il Genoa, il Parma o il Südtirol. Noi siamo focalizzati sulla Spal, su quello che possiamo fare e su quello che dovremo fare, mettendo in campo il nostro meglio. Non dobbiamo preoccuparci. Sicuramente sarà un vero piacere ritrovare Pippo Inzaghi con cui ho lavorato a Venezia, ma noi siamo concentrati solo su noi stessi“.
Tra l’altro, il match con i calabresi arriverà un giorno dopo l’anniversario della firma sul closing tra Simone Colombarini e Joe Tacopina, che oggi festeggia un anno alla guida della Spal: “Nonostante le poche soddisfazioni sportive dello scorso anno, non ho dubbi quando dico che questa è la mia più grande esperienza negli ultimi 13 anni, ovvero da quando sono entrato nel mondo del calcio. Qui la grande differenza l’hanno fatta Ferrara e i ferraresi, che mi hanno rapito e fatto innamorare. Sin da subito, mi sono sentito parte della comunità e ciò mi ha consentito di provare delle emozioni forti e sincere. Ora abbiamo capito i nostri errori e che cosa possiamo migliorare, vedrete. Quello che non ti uccide, fortifica, si dice. È il nostro caso”.
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