Vigarano
2 Agosto 2022
Deposto un mazzo di fiori sulla tomba del vigaranese Bianchi, ucciso dallo scoppio della bomba. Il vicesindaco Zanella (FdI): "Ricordiamo chi è morto per mano della violenza che si è abbattuta sull'Italia in quegli anni"

2 agosto, Vigarano non dimentica la strage fascista alla stazione di Bologna

di Davide Soattin | 2 min

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Vigarano. Quarantadue anni dopo, Vigarano ricorda la strage fascista del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, quando 85 persone persero la vita, dilaniate dalle schegge di una bomba a orologeria che, contenuta in una valigia abbandonata, esplose all’interno della sala d’aspetto di seconda classe.

Tra loro anche Paolino Bianchi, 49enne cittadino vigaranese, che alle 10.25 di quella maledetta mattina, rimase investito dallo scoppio dell’ordigno, mentre aspettava il treno per andare in vacanza a Trento.

A rendergli omaggio è stata l’amministrazione comunale con il solito corteo che si è snodato questa mattina (2 agosto) alle 8 dal municipio al cimitero, dove ad aspettare c’era Liliana Lodi, cugina di Bianchi.

Qui, insieme ad alcuni membri dell’Associazione nazionale Bersaglieri, della Protezione Civile e al maresciallo dei Carabinieri Morana, l’assessore Francesca Lambertini ha deposto un mazzo di fiori sulla tomba della vittima, prima della benedizione di don Vincenzo. Presenti anche Agnese De Michele e Lisa Pancaldi, capogruppo di Costruiamo il Futuro Con Te e Viviamo Vigarano.

“Oggi – ha affermato Mauro Zanella, vicesindaco in quota Fratelli d’Italia – la preghiera è l’atto sublime per ricordare chi è morto per mano della violenza che in quegli anni si è abbattuta sull’Italia, che noi non dimenticheremo”.

Al termine della cerimonia, l’amministrazione comunale ha partecipato alla manifestazione per il 2 agosto che si è tenuta a Bologna.

 

 

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